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La rivalità tra Venezia e Trieste: oggi come ieri, la riflessione di un lettore

Che non bisogni vivere del solo passato lo trovo giusto però non va neanche dimenticata la propria storia e le proprie radici perché, come diceva il noto giornalista Indro Montanelli, "chi ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”. Io aggiungerei che non avrà neanche futuro. Questa prefazione è solo per chiarire una mia posizione a riguardo dell' articolo di Renzo Codarin sui festeggiamenti per i 1600 anni della Repubblica di Venezia. Ora nessuna persona intelligente può mettere in discussione la grandezza e la bellezza di questa città, ma bisogna anche prendere in considerazione i rapporti che Trieste aveva con questa città, sia nel passato che nel presente.

L'aspra competizione non sempre è stata del tutto leale nei nostri confronti. Come la storia ci insegna, Trieste da sempre per poter sopravvivere come città dall'egemonia veneziana doveva assolutamente cercare qualcuno che la difendesse e che le permettesse di poter mercanteggiare sul proprio mare ritenuto, allora, di loro esclusiva.

Sembrerebbe che intorno al 1368 una imbarcazione triestina venne fermata da una galea veneziana ritenendo questa facesse del contrabbando. L'equipaggio, esasperato da questa situazione di totale assenza di libertà di commercio, sterminò i membri di tale imbarcazione e a nulla servirono le ripetute scuse da parte della comunità triestina alla Serenissima la quale pose sotto assedio la città di Trieste. A questo punto, nel 1382 alla nostra città non restò che chiedere protezione all'Arciduca d'Austria promettendo un atto di dedizione che la rese comunque indipendente, pur rimanendo legata a tale casata fino al 1918.

Nei giorni nostri altri avvenimenti si sono succeduti. Dalle navi di crociera che avevano innescato un tira e molla con la nostra città, fino al tentativo fatto dopo aver cercato prima un accordo di collaborazione commerciale con il nostro porto, per poi intanto progettare una piattaforma a qualche chilometro dalla costa per fare in modo di convogliare i traffici del medio oriente a Venezia, togliendoli in parte al nostro porto. Fabricci Paolo 

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