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Foto d'archivio

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Tradizioni popolari: cosa sono le Villotte friulane

Una composizione polifonica legata all’antica tradizione del canto popolare friulano: la Villotta è caratterizzata da un breve testo poetico popolare tramandato oralmente, spesso frutto d’improvvisazione e cantato in piccoli gruppi spontanei

Una composizione legata all’antica tradizione del canto popolare friulano: la Villotta è una forma polifonica su testi di vario metro, nata nel XV secolo e di origine friulana. La diffusione in altre zone dell'Italia settentrionale diede luogo a forme locali, dalla villotta alla friulana alla villotta alla veneziana fino ad arrivare alla villotta mantovana e quelle del confine nord-orientale, anche in tedesco e sloveno.

I testi

Caratterizzate da un breve testo poetico popolare tramandato oralmente, spesso frutto d’improvvisazione e cantato in piccoli gruppi spontanei, anche a due voci; per mantenere vivo il canto il più a lungo possibile, le parole nella Villotta venivano inventate sul momento oppure era uso abbinare testi differenti ad una medesima melodia. Il tutto era frutto della fantasia di qualche improvvisatore e, passando di bocca in bocca e di paese in paese, venivano modificate a seconda del gusto personale finché del loro autore originario si perdeva il ricordo. Dal punto di vista poetico, la Villotta è composta da 4 ottonari a rima alternata ed è equivalente ai rispetti e agli strambotti dell'Italia centro-meridionale. 

Il contenuto poetico in genere si esauriva nel giro di quattro versi di otto sillabe e talvolta anche di cinque, sette, dieci o addirittura undici sillabe, ma non erano rari i casi di contrasti o catene, in cui due gruppi di cantori alternavano le strofe, cercando di mantenere vivo il canto il più a lungo possibile, perfino inventando le parole sul momento. Accadeva così che quartine diverse fossero abbinate alla stessa melodia e che una stessa quartina venisse cantata con musica e ritmo diversi in diverse zone geografiche del Friuli Venezia Giulia.

La diffusione

Una manifestazione di cultura tradizionale, indicata in Friuli Venezia Giulia con i termini "cjançon", "cjançonete", "cjantose" e, in Carnia, anche con "danze" e "raganiza". La trascrizione più antica di una canzone friulana riporta la data del 14 aprile 1380. Il testo della canzone era stato inserito in un atto rogato avvenuto in quell’anno a Cividale. La ballata è nota come “Piruç myò doç inculurit”. Le prime raccolte di Villotte furono realizzate a partire dal 1865 per i versi e dal 1892 per quanto riguarda la musica. I soggetti prediletti delle Villotte sono: l’amore, la natura, l’invito sessuale, il sarcasmo, la canzonatura, la rivendicazione, la guerra, l’emigrazione. La raccolta più nota è quella di Adelgiso Fior che censisce circa 400 Villotte friulane.

A Ermes di Colloredo, poeta e autore di versi ottonari, si attribuisce il momento di passaggio della villotta da espressione folklorica a produzione d'autore, fu infatti la studiosa e musicologa Ella von Schultz-Adaïewsky ad analizzare il fenomeno Villotta agli inizi dell'Ottocento arrivando alla definizione di una cronologia nell'evoluzione della produzione villottistica da fenomeno di tradizione orale a produzione compositiva d'autore.

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