A Parola data: " Giovani Istituzionalizzati e non "

Giovanni Sartori, docente universitario e attento analista della nostra scocietà, più di qualche volta ha fatto notare come la più grande rivoluzione che potrebbe avvenire in questo Paese è quella di un totale cambio delle elite, ovvero la fine di...

Giovanni Sartori, docente universitario e attento analista della nostra scocietà, più di qualche volta ha fatto notare come la più grande rivoluzione che potrebbe avvenire in questo Paese è quella di un totale cambio delle elite, ovvero la fine di un modo di governare la cosa pubblica fondata sull'oligarchia e di una certa gerontocrazia famigliare.
Parliamoci chiaro.
In ogni Paese che si rispetti esiste una continuazione del potere e il relativo passaggio dei beni di padre in figlio da che mondo è mondo.
L'eredità non è, insomma, un'invenzione del XXI secolo, ma è uno dei più antichi istituti giuridici che si conoscano.
Con il passaggio tra le generazioni dei beni materiali non è però mica detto che sia così automatico il trasferimento dei beni immateriali, l'intelligenza in primis.
Guardandoci attorno è facile notare, nel nostro piccolo o nel più vasto campo nazionale, come i nomi che contano sono sempre quelli:
dalla grande industria, al mondo della finanza fino ai notai o alle farmacie rionali.
Che sia il caso di liberalizzare e di rendere ogni possibile risorsa a tutti grazie alle leggi del libero mercato? Sì, ma come?

In questi giorni sono emersi alcuni personaggi per le loro esternazioni.
Mario Vattani, Console a Tokyo, si è fatto beccare per aver intonato canti fascisteggianti durante alcuni concerti rock.
Diciamolo chiaro etondo: non va bene. Chi rappresenta lo Stato dev'essere irreprensibile sia in campo pubblico che nella sua sfera privata specie se in chiave sociale e quindi relazionale e comunicativa.
Mario Vattani è il giovane figlio quarantenne di Umberto, già prestigioso diplomatico della Farnesina.
Un caso concorsuale o una virtù diffusa in famiglia?
Michel Martone, Viceministro al Lavoro del Governo Monti, ha dichiarato non senza torto che "un ragazzo di ventotto anni che frequenta l'università e che non si è ancora laureato è uno sfigato"
(termine non molto governativo per la verità) ricordando molto la polemica sui bamboccioni del compianto Tommaso Padoa Schioppa.
Martone però ha glissato su studenti lavoratori, giovani disagiati economici e via discorrendo, come se ogni studente universitario fosse figlio di milionari.
Il giovane trentenne Martone asserisce peraltro di aver assunto il prestigioso incarico ministeriale dopo aver inviato il proprio curriculum vitae al neo nominato senatore a vita Mario Monti.
Chissà perché non lo fa ogni neolaureato?
I bene introdotti e non, hanno però fatto notare come la nomina sia avvenuta per le forti frequentazioni del padre con i salotti che contano a Roma come a Milano, ovvero lì dove si decidono le cose importanti per le patrie istituzioni.

Ecco, se da che mondo è mondo qualcuno presenta Tizio a Caio, si ha come l'impressione che almeno il 99% di tutti noi sia Sempronio.

Simone Momianesi>>

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