A Parola data: " Olimpiadi, no Grazie "

Il professor Mario Monti, senatore a vita e presidente del Consiglio dei ministri non ha inteso sottoscrivere l'atto di candidatura di Roma  quale sede delle Olimpiadi del 2020. "Non mi pare un atto opportuno considerata la situazione...

Il professor Mario Monti, senatore a vita e presidente del Consiglio dei ministri non ha inteso sottoscrivere l'atto di candidatura di Roma
quale sede delle Olimpiadi del 2020.
"Non mi pare un atto opportuno considerata la situazione dell'economia del nostro Paese e tenuto conto delle scelte fatte da altri governi in passato per eventi di questo tipo che hanno prodotto conseguenze pesanti sui conti pubblici" ha dichiarato Mario Monti in maniera chiarissima.

Ovviamente si sono fatti sentire commenti di varia natura.
Matteo Salvini della Lega Nord, ad esempio, ha espresso tutta la sua approvazione a questa linea dichiarando "non perché io sia contro Roma, ma perché sarebbe stata una decisione avventata, irresponsabile".
Viceversa il sindaco di Roma, Gianni Alemanno del PDL, in maniera sintetica se n'è uscito con un'affermazione quale "rispetto la decisione, ma non la condivido".
Chiari tutti.

Questa è un'epoca di vacche magrissime e sobrie e il Governo dei tecnici e delle ampie convergenze politiche ha inteso non firmare una
fideiussione in bianco sui desiderata della politica o dell'amministrazione col risultato che le previsioni di oggi vengono sbancate domani.
Preventivi che aumentano del cento o duecento per cento come pane che lievita. Se sia una stoccata non solo alle ambizioni delle italiche federazioni sportive, ma anche all'alta burocrazia di Stato e alla lobby dei costruttori ancora non si sa.
Lo vedremo nella nebbia dei larghi consensi sociali a Mario Monti quel che ci aspetta nel prossimo futuro.

In ogni caso pare di poter dire che è sicuro come eventi di questo tipo costino parecchio e che magari portano, sì, un mucchio di soldi a livello di entrata, ma mai tali da coprire i costi sostenuti.
Investimento zero insomma.
Tanto per fare un esempio, i Mondiali di nuoto recentemente tenuti nel nostro Paese sono stati più un dissanguamento che non una bella pagina di brillantezza amministrativa, gestionale e contabile.
Per non parlare delle ormai decrepite strutture sportive erette per i Mondiali di calcio.
Tutto questo mentre i costi di certe infrastrutture quali la Salerno-Reggio Calabria fanno tremare i polsi anche all'ultimo usciere della Corte dei Conti.
Lasciamo ad altri eventi di questo tipo insomma.
E' meglio.

In un'epoca di grande rigore voglio comunque pensare che il mondo deve andare avanti e che l'uomo di certo non può vivere senza una modica dose di pane & circo specie se condita da mondialismo e da spirito di un colorito senso di fratellanza.
Una cosa in questo periodo però va ricordata.
Le Olimpiadi sono nate due millenni fa in Grecia.
Atene ai nostri giorni non va di moda: è in fiamme per la recessione economica.
Ho come l'impressione che Mario Monti abbia pensato più ai roghi ai
bordi dell'Acropoli che non al fuoco sacro della torcia di Olimpia.


Simone Momianesi

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