A Parola data: " tutti a Casa. Ordinatamente "

Nelle ultime settimane sul fronte moderato della politica non si è visto niente, tranne forse qualche passo avanti e qualche altro indietro attorno alla figura di Mario Monti come possibile leader politico alle prossime elezioni politiche. Poi è...

Nelle ultime settimane sul fronte moderato della politica non si è visto niente, tranne forse qualche passo avanti e qualche altro indietro attorno alla figura di Mario Monti come possibile leader politico alle prossime elezioni politiche.
Poi è financo intervenuto il Presidente della Repubblica con un suo dotto comunicato, infarcito di florilegi giuridici, per ricordare che Mario Monti è senatore a vita e che quindi non può essere candidato.
Ovvero che è buono per eventuali condizioni di instabilità politica post-voto.

Abbiamo assistito invece a un grande esercizio di democrazia da parte del PD che ha visto confermato Pierluigi Bersani a candidato premier e il prevalere di tutta la struttura più ortodossa del partito.

Si era vissuta anche una certa attesa per gli esiti delle cosiddette "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle nel proprio esercizio informatico via-web di individuazione dei candidati a Camera e Senato, per poi scoprire che poche migliaia erano i votanti ed i votati.

Tutto questo però non ha coperto l'attività del centrodestra italiano; semplicemente nelle ultime settimane era come se il fronte moderato in questo Paese non esistesse, ad esclusione di Pierferdinado Casini e del suo imperterrito e conclamato sostegno al Governo Monti.
Per il resto silenzio e rassegnazione.

Poi: apriti cielo! E' ricomparso Silvio Berlusconi e in 48 ore abbiamo sentito le seguenti affermazioni: "questo Paese è sull'orlo del baratro, l'Italia sta peggio di undici mesi fa" in replica al ministro Passera che messo alle strette dai giornalisti ha dichiarato a proposito di Berlusconi, eventuale candidato a Palazzo Chigi, che "indietro non si torna, l'Europa non capirebbe" dimenticando che l'ex premier è un socio di maggioranza dell'attuale governo. Lesa maestà insomma.
Non solo. Berlusconi ha dichiarato "se scendo in campo è per vincere come ho sempre fatto" e "mi candido, la gente me lo chiede" evidenziando ancora una volta che lui non si sottopone a primarie di partito perché è un leader carismatico.

Insomma, il solito Silvio ha sparigliato le carte.

Ha attirato tutta l'attenzione mediatica su di sé, ha messo a tacere quanti col mal di pancia nel PDL volevano le primarie, ha tolto spazio a candidature a lui alternative nella coalizione di centrodestra, ha riattirato le simpatie della Lega Nord, ha lasciato il PD col cerino in mano nel sostenere il governo Monti con ulteriori gravi interventi fiscali e, ultima, ma non ultima, ha tolto la fiducia a Mario Monti attraverso le dichiarazioni di Angelino Alfano quando ha detto "non votiamo la fiducia sui provvedimenti del Governo e non togliamo la fiducia al Governo perché vogliamo una fine ordinata di questa legislatura" tanto perché ognuno ne tragga responsabilmente le conseguenze.
E Mario Monti è corso dritto filato al Quirinale per annunciare le sue irrevocabili dimissioni dopo l'approvazione, eventuale, della legge di stabilità.

Insomma, con quattro parole, Silvio Berlusconi ha dato il titolo del temino a tutti da svolgere: "tutti a casa. ordinatamente". Ma a casa.

Chi aveva nostalgia della politica durante il perdurare del Governo dei Tecnici è servito.

Simone Momianesi

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