A Parola data: " Partiti per dove ? "

"Lascio la segreteria del partito per senso di responsabilità", così parlò Umberto Bossi appena saputo delle indagini che riguardano lui, la sua famiglia, il segretario amministrativo del suo partito e altri amministratori leghisti coinvolti in...

"Lascio la segreteria del partito per senso di responsabilità", così parlò Umberto Bossi appena saputo delle indagini che riguardano lui, la sua famiglia, il segretario amministrativo del suo partito e altri amministratori leghisti coinvolti in un'indagine su conti, fondi distratti e spese varie.

Abbiamo già sentito parlare di fatti analoghi in questi anni? E in quanti casi la stessa frase è stata ripetuta da una moltitudine di politici? Decine, centinaia, forse migliaia di volte.
Questa è l'Italia, questa è la politica? Probabile.

La storia è antica, al di là delle indagini, dei contenuti dei fatti e dei riscontri di ogni tipo, vale la pena di dire che i partiti sono uno diverso dall'altro per storia, origine, motivazione ideale, addirittura ideologia se ancora ne esiste una.

Eppure sono tutti così uguali nel rapporto intimo tra potere e denaro.
In questo periodo molte sono le vicende di tipo giudiziario che riguardano più partiti sui vari schieramenti, ma la storia è sempre la stessa.
Dobbiamo indignarci? Certo.

Possiamo sentirci chiamati in correità quando andiamo a votare? Forse.
Il senso di responsabilità nel controllo del cittadino nei confronti di chi andiamo a chiamare a rappresentarci di certo non può mancare.
In questo non ci sono partiti diversi dagli altri come forse la Lega Nord voleva o sperava di essere rispetto a ogni altro partito politico visto che la maggior fortuna il partito di Bossi l'ha conosciuta con l'avvento di Tangentopoli.

In ogni caso prima di tutto dobbiamo credere nello Stato di diritto, che cioè chiunque fino a sentenza definitiva è innocente, ma forse da questa ennesima indagine potrebbe anche succedere che scopriremo che sotto ogni veste politica, noi italiani siamo sempre gli stessi, quelli per i quali un incarico vale la titolarità per fare ciò che ci pare, come se fossimo ancora uno stato feudale. Partiti centrati sul raggiungimento di un incarico fine a sé stesso non servono a niente, sono buoni per essere gettati. Partiti pronti a partire, ma per dove?

Ci vuole invece uno slancio vitale, una rivisitazione completa dei comportamenti. Per tutti. Anche in questo gli attuali partiti politici sono tutti egualmente bisognosi di autoriformarsi.

Nutriamoci comunque col senso del dubbio. Potrebbe cioè anche essere vero il contrario, che non è vero niente, ovvero che l'indagine non porterà a nulla. E allora, tanto per stare sui leit-motiv, l'indagine così pesante nei confronti della Lega Nord è forse un complotto pre- elettorale come qualche leghista vuole far sapere? Vedremo.

Sia come sia, viene da dire che nell'enorme montare dell'antipolitica il rischio che corriamo è quello di essere perennemente vocati a essere commissariati dai poteri forti. Per i comportamenti sicuramente scellerati di qualche amministratore infido annidato in ogni partito, il sistema politico attuale è pronto per implodere. E se non si salva nessuno, se i partiti non manifestano più alcun senso se non quello del comitato d'affari, tutto può succedere.

Dal mio punto di vista gli attuali partiti politici devono avere il coraggio di darsi la struttura di associazioni riconosciute con controllo dei loro bilanci da parte della magistratura contabile.
Sarebbe un segnale importante collegato però a una nuova moralità che preveda il rigore, la sobrietà e la fine dei molteplici privilegi. Se chi fa politica non lo farà, di certo non farà più politica. E' bene che i politici se lo mettano bene in testa.

Saremo una democrazia matura solo quando ci daremo norme che non prevedano il finanziamento pubblico dei partiti comunque denominato e ogni eventuale distrazione di fondi di origine privata sarà competenza del giudice civile e non più di quello penale. Sarà l'epoca della Quarta Repubblica, tutto sarà molto più trasparente e sereno:
legittimo, ma fino a quel giorno molta acqua dovrà ancora scorrere sotto i ponti.
Godiamoci pertanto quest'epoca di siccità. Passerà.

Simone Momianesi

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