A Parola data: "tanto per Sapere"

Non molti giorni fa Beppe Grillo, di sua spontanea iniziativa, si era detto pronto a partecipare a una trasmissione elettorale di Sky Tg 24 nella quale si sarebbe sottoposto alle consuete domande di rito - in questo periodo e data l'occasione - da...

Non molti giorni fa Beppe Grillo, di sua spontanea iniziativa, si era detto pronto a partecipare a una trasmissione elettorale di Sky Tg 24 nella quale si sarebbe sottoposto alle consuete domande di rito - in questo periodo e data l'occasione - da parte del conduttore, Fabio Vitale.

La cosa non era passata inosservata, sembrava quasi una sorta di rottura di un tabù nel quale Grillo si è rinchiuso fin dall'inizio della sua personale esperienza politica.

Il comico genovese difatti conduce una specie di lotta contro tutto ciò che è sistema e non ha mai mancato di usare le stesse premure (leggasi ingiurie) a politici e a giornalisti.

In questa fase storica, nella quale la gente è piuttosto sfiduciata dalla classe politica, agire con azioni di critica pesante per non dire di contrasto può garantire certamente un bel patrimonio di voti a prescindere dai contenuti espressi da una certa forza politica. Triste a dirsi, ma l'insulto è la parola che va più di moda.

Grillo non è nuovo ad atteggiamenti a dir poco insofferenti nei confronti dei giornalisti: a tutti è noto come cacci in continuazione anche i cameramen dai dintorni dei palchi sede dei suoi comizi, specie se lavorano per la Rai.
Non credo passi neanche inosservato il vero e proprio ordine che ha dato agli esponenti del suo movimento di non rilasciare dichiarazioni.
Nessuno deve dire, nessuno deve sapere.
Non male come idea di trasparenza.

Personalmente mi sento di dire che se a questo mondo nessuno è imparziale, Sky Tg 24 è una di quelle realtà editoriali televisive che sicuramente offre condizioni di serietà e obiettività a chiunque: al di là e al di qua del monitor della tv.

L'apertura di credito di Grillo a quella emittente faceva sicuramente ben sperare in un normale confronto tra un politico e un giornalista con il consueto fuoco di sbarramento di domande alle quali ormai tutti noi siamo avvezzi al punto che a ogni telespettatore potrebbe venir facile la risposta, almeno a livello intuitivo.

Un simile atteggiamento nei confronti di Beppe Grillo non è però così scontato. Anzi.
È una bella disputa comprendere se le sue impostazioni sono moderate o progressiste o se la sua visione della politica estera o dell'immigrazione è di destra o di sinistra, tanto per stare sui più classici schemi generali.
Anche capire a chi principalmente porterà via voti agli altri tradizionali contendenti è un bel quesito: è forse un crimine saperne qualcosa di più?

Grillo, al di là della più o meno naturale simpatia che può produrre in ognuno, è un bel dilemma.
La sua presenza in tv per un'ora con un giornalista poteva togliere ai più un sacco di dubbi, aggiungendo certezze a una campagna elettorale densa di incognite.

La trasmissione era già stata messa a calendario per la sera di domenica 17 febbraio.
Due ore prima di andare in onda, Beppe Grillo sul suo blog annunciava la sua indisponibilità affermando di preferire "il far politica in piazza faccia a faccia con la gente anziché con un giornalista. Le trasmissioni in tv le lascio ai politici".

Vitale non solo non l'ha presa bene, ma si precipitato a Genova dove in piazza Ferraris il leader del Movimento 5 Stelle teneva un comizio per chiedergli il perché di un simile repentino e tecnologico rifiuto.

Grillo si è trincerato in una macchina del movimento e non si è degnato di fornire alcuna spiegazione: d'altronde si sa, domandare è lecito e rispondere è cortesia.

Io non credo troppo ai salvatori della Patria, novelli o più anziani che siano, e non oso neanche pensare che i comportamenti prossimi venturi dei nuovi parlamentari saranno proprio tanto diversi da quelli passati, ma mi si lasci dire che anche il signor Beppe Grillo per quanto non candidato, ma in ogni caso leader di quello che sta per rilevarsi come un movimento politico di massa, alla democrazia francamente deve eccome qualche spiegazione.

Così, tanto per andare tutti a dormire più tranquilli.

Simone Momianesi

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