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A Parola data: "Tempi Duri"

La democrazia è una forma di regime.Winston Churchill la definì la peggior forma di governo ad esclusione di tutte le altre.Concordiamo. E possiamo anche aggiungere che per i popoli benestanti e apparteneneti alla civiltà cristiano-illuminista è...

La democrazia è una forma di regime.
Winston Churchill la definì la peggior forma di governo ad esclusione di tutte le altre.
Concordiamo. E possiamo anche aggiungere che per i popoli benestanti e apparteneneti alla civiltà cristiano-illuminista è l'unica forma di autogoverno che abbia un senso quanto meno perché riconosce dignità alla persona umana.
La democrazia è anche una forma di pensiero non necessariamente politico, ma che tiene sempre conto dell'esistenza di altri soggetti al di fuori di noi, siano individui o gruppi, e di come questi spesso possano avere una visione anche molto diversa dalla nostra.
La questione però non sta nell'avere idee diverse da professare ognuno come preferisce, ma nell'essere detentori di un potere diverso, addirittura schiacciante a vantaggio dell'avversario.
Detta così sembra una delle tante leggi di Murphy incombenti sul nostro Paese.
Fine dell'incipit, veniamo a noi.

Tempesta finanziaria sconquassa l'Italia dopo aver devastato mezza Europa, Germania esclusa.
"A tempi eccezionali corrispondono misure straordinarie".
Così parlò fino a non molti giorni fa e in più momenti il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
E visto che da noi pare non esserci mai una gioia abbiamo vissuto una delle estati più roventi sotto i colpi delle manovre finanziare di luglio e di agosto: uno scherzetto da 75-80-100 miliardi di euro.
Tali interventi straordinari dovevano servire sì a contenere la tempesta finanziaria in corso, ma soprattutto per portare l'Italia all'estinzione del deficit nel 2013.
I bene informati dicono che la seconda manovra serviva tanto per coprire gli errori di stima della prima quanto per preparare il campo alla legge di stabilità, quella che ha visto il Governo perdere la maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati con conseguente obbligo di rassegnare le dimissioni.
E tutto questo sotto le pressioni della BCE, la Banca Centrale Europea, che da organo tecnico - senza peraltro tutti i classici poteri delle banche centrali di ogni singolo Stato - si è trasformata in organo politico in grado cioè di portare alle elezioni anticipate mezza Europa (sempre Germania esclusa).
Le elezioni però, si sa, sono il sale della democrazia.
E neanche siano passati anni o mesi, siamo a oggi.
Oggi è nato il Governo di Mario Monti.
Mentre scrivo una robusta pattuglia di professoroni - i c.d. tecnici che non hanno nulla da spartire con meccanici, elettricisti ed idraulici - investiti della funzione di neo Ministri si sta portando al Quirinale per giurare fedeltà alla Repubblica nelle mani del Presidente Giorgio Napolitano.
Già, la fedeltà.
Che bella parola la fedeltà.
Suona bene, è rotonda, riempie bene la bocca, mette il sorriso, proietta la mente nella dimensione futura, dà il senso della robustezza del vincolo.
E' parente stretta di onestà e di lealtà.
Ora, che nella nostra epoca chi fa politica non sia ben visto è fatto notorio, ma dove sia nato tutto questo improvviso livore verso quanti indossano abiti color blu noia non è ancora chiarissimo.
Viene da chiedersi se il tutto nasca dal malcontento prodotto dai troppi privilegi dei reggenti o se nel nostro Paese, piuttosto, non vi sia un contagio ben che mirato.
I politici troppo spesso non hanno sempre dato un grande esempio nel nostro Paese, ma almeno sappiamo che se negli utltimi vent'anni abbiamo conosciuto con regolare costanza fenomeni di alternanza lo dobbiamo al fatto che in un modo o nell'altro i partiti non hanno mai smesso di confrontastarsi con l'opinione pubblica che li ha premiati o puniti con grande serenità.
In queste ore si costituisce un Governo formato da supertecnici.
Risponderanno all'elettorato?
E perché mai dovrebbero farlo se non sono stati eletti. Forse perché il professor Mario Monti è un senatore della Repubblica anche se di fresca nomina presidenziale?
E saranno fedeli e leali?
Sì, ma a chi?
Se avevamo bisogno di un Governo che ci mettesse in riga non solo dal punto di vista economico, eccolo qua. E' il Governo straordinario per i tempi eccezionali. Questo Governo potrebbe fare di tutto, anche sospendere la democrazia facendo finta di niente.
Una canzone degli anni 80 diceva: lo leggi e lo scrivi su tutti i muri, tempi duri.

Simone Momianesi

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