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Debiti scolastici: come funzionano

Cosa sono i debiti scolastici? Come funzionano e, soprattutto, cosa dice il Miur? Ecco tutto quello che bisogna conoscere.

I debiti scolastici sono delle insufficienze relative a determinate materie, che devono essere necessariamente recuperate entro settembre.

Nello specifico sono voti minori alla sufficienza, che un alunno può ritrovarsi in pagella a fine anno.

Come si recuperano? Il debito scolastico può essere recuperato a settembre, superando gli esami di riparazione

Debiti scolastici: cosa sono

Con il termine di debito formativo ci si riferisce a un voto insufficiente, preso in una o più materie al termine del primo o del secondo quadrimestre. Le insufficienze si possono distinguere come segue:

  • insufficienza lieve: corrisponde al 5 in pagella
  • grave: corrisponde al 4 
  • gravissima: va dall'1 al 3.

Ogni studente promosso con debito formativo, è tenuto a recuperare l’insufficienza dopo aver passato un esame a inizio del nuovo anno.

Questo però comporta che lo studente trascorra l’estate sui libri per studiare la materia, ed essere pronto ad affrontare l’esame a settembre.

Il motivo? Perché in caso di esito negativo, lo studente verrà bocciato e dovrà ripetere l’anno.

Avere più di un'insufficienza è davvero rischioso, poiché se lo studente arriva a giugno con più di tre debiti la bocciatura sarà automatica e, di conseguenza, non avrà la possibilità di recuperare all’esame di riparazione.

Debiti formativi: cosa dice il Miur

I dati del Miur ci mostrano che ogni anno circa il 42% degli studenti ottiene debiti formativi, e di questi solo 1 su 4 li recupera.

Per tale motivo, con il Decreto Ministeriale 80 del 3 ottobre 2007, il MIUR ha stabilito che ogni istituto scolastico deve offrire ai propri studenti delle proposte didattiche ed educative specifiche con l’obiettivo di far superare i debiti.

Queste proposte sono corsi di recupero che vanno inseriti nel corso dell’anno scolastico e, secondo il Ministero dell’Istruzione, devono divenire parte dell’offerta formativa della scuola stessa.

Quindi, subito dopo i primi scrutini la scuola deve organizzare e mettere a disposizione degli studenti questi strumenti di sostegno. E se, nonostante ciò, alla fine dell’anno scolastico, l’insufficienza non è colmata?

A quel punto, il Consiglio di classe rimanda lo studente a settembre, quando dovrà affrontare l’esame di riparazione.

Il che significa che l’estate sarà dedicata allo studio e al ripasso di tutte le materie con debito: se l’esame avrà esito positivo, lo studente verrà promosso, mentre in caso di esito negativo, dovrà ripetere l’anno.

Ovviamente, vi sono delle eccezioni; infatti, se l'esame di settembre ha esito negativo non sempre lo studente viene automaticamente bocciato, in quanto il Consiglio di classe valuterà lo studente non solo guardando al risultato del singolo test ma valutando altri parametri, come impegno e condotta, in modo da avere un giudizio complessivo. 

Ciò significa avere una speranza in più di riuscire a essere promosso, nonostante l'esito negativo dell'esame di recupero.

Articolo originale su Today.it

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