A Parola data: Competenze e Gradi di Giustizia

E' on line la nuova rubrica di Simone Momianesi, si parla di Berlusconi.

E' on line la nuova rubrica di Simone Momianesi, si parla di Berlusconi.

Competenze e gradi di giustizia

In questi giorni le vicende personali del Presidente del Consiglio dei Ministri sono sulla bocca di tutti.
Silvio Berlusconi è così: o lo odi o lo ami. Lui ha sempre ricercato la simpatia, non è uno che riesca a capacitarsi di atti ostili nei suoi confronti e vive le vicende giudiziarie che lo riguardano più come un
affronto personale, naturalmente a forte connotazione politica a lui contraria, che non come un mero atto procedurale di giustizia. Un avviso di garanzia come fosse un affronto, insomma.

Non per niente Silvio Berlusconi sta ripetendo ai quattro venti che all'indomani del pronunciamento della Corte Costituzionale che ha rigettato una buona metà della legge sul legittimo impedimento, la procura di Milano l*ha chiamato a comparire per i suoi presunti comportamenti disinvolti con una ragazza minorenne prevedendo lo sfruttamento della prostituzione minorile, la concussione e l*abuso di potere. L*obiettivo è quello - sempre secondo il Berlusconi pensiero - di farlo fuori giudiziariamente visto che in parlamento ha i numeri che in caso di elezioni anticipate, secondo i sondaggi, sarebbero riconfermati.

Il clima è da guerra guerreggiata attuata mediante interviste, dichiarazioni, testimonianze e una valanga di atti. Lo sconcerto dell*opinione pubblica è palpabile specialmente tra gli elettori
del centrodestra.

Non di meno la stessa Chiesa cattolica, autorità morale per eccellenza, ha fatto sapere di sentirsi in imbarazzo chiedendo a quanti fanno politica di assumere comportamenti sobri e responsabili con un messaggio non troppo velato a Silvio Berlusconi di saper fare un passo indietro.
I due lati del Tevere, non dimentichiamolo, ovvero la Chiesa e il Presidente del Consiglio hanno conosciuto momenti di gelo alcune settimane fa per la messa in onda di un video in cui Berlusconi
raccontava una barzelletta che non finiva proprio in gloria. Bene, anzi, male, stavolta è anche peggio.

Pare di capire che siamo giunti al momento delle riflessioni e delle necessarie conseguenze.

Forse un po* candidamente per come pare venga condotta la vita privata nelle residenze del Premier vorremmo essere sicuri che più che di una vicenda a connotazione penale si dovrà parlare di una vicenda morale a tinte fosche. Se poi c*è dell*altro lo dovranno dimostrare i pubbliciministeri. Naturalmente.

E' facile a dirsi che tutta questa mole di registrazioni, trascrizioni, verbali, riassunti, simulazioni e via dicendo così come ci vengono proposti da giornali e tv crea più di qualche sconcerto. Diciamo la verità: da qualunque parte pendiamo non vorremmo che neanche la metà di tutto questo fosse vero e non appassiona molto sapere se il tribunale competente a giudicarlo sarà quello di Milano o quello dei Ministri.

Ci rimane il dubbio o la tardiva certezza che il ruolo della tv abbia surclassato quello delle istituzioni preposte.Bruno Vespa più di qualche volta ha chiosato sul fatto che Porta a Porta è divenuta la terza camera del parlamento. Più di qualche volta Ballarò e soprattutto Annozero ci sono sembrate delle corti di giustizia. Spesso sommaria e con garanzie tutte da dimostrare.

Resta il fatto che anche se ognuno può impostare la propria vita privata nella più assoluta libertà, un uomo che decida di fare politica deve essere riconoscibile per la sobrietà dei propri comportamenti.

Intanto però l*Italia sta vivendo la vicenda Berlusconi-Ruby come se si fosse sul filo dell*anarchia o della guerra per bande tra simpatizzanti contro oppositori, tanto si sta esacerbando sempre più il clima politico. L'Italia inoltre sta subendo duri commenti internazionali per un senso di mancanza di volontà di reazione a tutto questo. Se la democrazia è il regno della rappresentanza i nostri politici forse non sono tanto meglio di noi, questo è l'amaro commento che emerge da autorevoli commentatori internazionali.

La situazione è triste. Forse anche compromessa.

L'altra sera a Ballarò però abbiamo sentito un commento, forse l'unico, che non avremmo voluto sentire. Stante il fatto che Silvio Berlusconi ha smentito di avere rapporti con giovani ragazze per il
fatto che da subito dopo che ha lasciato la moglie Veronica Lario ha iniziato un nuovo stabile rapporto con una donna, Rosy Bindi ha colto l'occasione per segnalare a Monsignor Fisichella che avendo
Berlusconi una nuova compagna non potrà ricevere il sacramento della comunione.

Sappiamo tutti che la giustizia umana è fallace, non ci pare però il caso di scomodare in questa inelegante situazione il Padreterno.

Risolviamocela in casa che è meglio.


Simone Momianesi

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