Dm Elektron: Fedriga, serve chiarezza perché Regione possa agire

La Dm Elektron, che produce forniture elettriche e occupa attualmente 65 lavoratori a Buja, versa in una situazione di crisi che è stata accentuata dall'emergenza pandemica

"L'Amministrazione regionale ha avuto e avrà un'attenzione forte e costante sulla situazione di Dm Elektron, ma non può sostituirsi al dialogo tra le parti e ha bisogno che sulle prospettive dell'azienda ci sia chiarezza per poter operare nel suo ruolo con la massima cognizione di causa".

E' quanto ha detto il governatore Massimiliano Fedriga alla parte datoriale e alle organizzazioni sindacali della Dm in un tavolo convocato a Trieste nel Palazzo della Regione, tavolo che Fedriga ha voluto seguire nelle fasi iniziali prima di altri impegni di governo. Al tavolo con il governatore del Friuli Venezia Giulia erano presenti per la Regione gli assessori alle Attività produttive Sergio Emidio Bini (in videoconferenza) e al Lavoro Alessia Rosolen.

La Dm Elektron, che produce forniture elettriche e occupa attualmente 65 lavoratori a Buja, versa in una situazione di crisi che è stata accentuata dall'emergenza pandemica. Come ha spiegato nel corso dell'incontro la proprietà, nella persona di Dario Melchior, lo stabilimento friulano al momento non ha nuove commesse per riprendere la produzione - in un settore che segna un forte contrazione a livello generale - né è in grado di dare corso al nuovo piano industriale o di fornire indicazioni precise sui tempi di un eventuale riavvio.

Da parte dei rappresentanti dei lavoratori à stata manifestata la preoccupazione per l'impatto sociale di un'eventuale chiusura della fabbrica ed è stata reiterata la richiesta di rilanciare l'impianto di Buja, impianto gravato, a loro avviso, da una mancata progettualità che dipende anche dal trasferimento di risorse aziendali in Romania al fine di ridurre il costo del lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno puntato il dito sui finanziamenti regionali che Dm Elektron ha ricevuto negli anni. "Finanziamenti che però, a seguito delle verifiche fatte - ha chiarito Bini -, sono stati utilizzati in maniera corretta secondo le normative vigenti".

Per quanto riguarda il futuro della vertenza, Rosolen e Bini hanno ribadito che le parti devono avere reciprocamente chiari quali siano gli obiettivi realisticamente perseguibili in questa fase. Uno scenario che dipende anche dalla possibilità di attingere alla prosecuzione degli ammortizzatori sociali legati all'emergenza Covid, dopo che erano stati interrotti i contratti di solidarietà. In alternativa alla "cassa Covid" - qualora cioè non fosse prevista la proroga della misura a livello nazionale - nel tavolo odierno si è affacciata l'ipotesi di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria.

"Abbiamo tenuto costantemente monitorata la situazione di Dm Elektron dal 2018 a oggi, dando corso a una mezza dozzina di incontri", ha rammentato Bini. "In questo frangente - ha aggiunto Rosolen - ci sono però aspetti legati a un'eventuale ripartenza che azienda e rappresentanti sindacali devono approfondire in un negoziato scevro da interferenze". "Una volta fissate posizioni e disponibilità delle parti - hanno concluso Rosolen e Bini -, la Regione sarà pronta a inaugurare un percorso con i propri strumenti, come ha già assicurato il governatore Fedriga". 

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