Silenzio Assenzio: "Diario di Bordo"

Non eravamo i primi assegnati a missioni del genere. Nemmeno gli ultimi.Mesi di dure esercitazioni e il grande giorno arrivò.Falsi allarmi ad ogni ora del giorno e della notte, le corse ai posti di combattimento; ognuno con compiti specifici...

Non eravamo i primi assegnati a missioni del genere. Nemmeno gli ultimi.
Mesi di dure esercitazioni e il grande giorno arrivò.
Falsi allarmi ad ogni ora del giorno e della notte, le corse ai posti di combattimento; ognuno con compiti specifici, provati e riprovati. Non sapevamo quanti siluri avrebbe sganciato ma l'obiettivo lo aveva chiaro; li aveva armati qualche ora prima ma non ne eravamo certi.
La sua irrequietezza, i suoi continui movimenti, quelle smorfie erano segnali inequivocabili per noi. E arrivò! Allarme rosso.
La paura si percepiva più delle altre volte e non ne faceva un mistero con noi.
In posizione. Obiettivo agganciato.
Era lampante che il suo compito era il più difficile.
Conoscevamo tutti bene le difficoltà che aveva più volte avuto con l'apertura e la chiusura del portellone.
Paura e sudore.
Silenzio.
Fuori uno! Fuori due!
Entrambi a segno.
Lacrime di gioia, pianti, abbracci.
Pensavo più facile il passaggio dal pannolino al vasino!
Ci avete mai pensato? Ne dubito.
E voi?
Non rimanete in silenzio.

P.R


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