Atleta paralimpico vittima dell'uranio impoverito percorre 200 chilometri in bici da Venezia a Trieste

Si tratta del colonnello Carlo Calcagni, elicotterista in Bosnia Erzegovina nel 1996, combatte con più patologie invalidanti da 13 anni, e nonostante ciò continua a mettersi in gioco e a percorrere centinaia di chilometri in bicicletta per raccontare la sua esperienza e dare il buon esempio

Foto: carlocalcagni.it

Vittima dell'uranio impoverito in Bosnia Erzegovina nel 1996, combatte con più patologie invalidanti da 13 anni, e nonostante ciò continua a mettersi in gioco e a percorrere centinaia di chilometri in bicicletta per raccontare la sua esperienza e dare il buon esempio. Si tratta dell'atleta paralimpico ed ex colonnello Carlo Calcagni, che ha partecipato il 15 agosto all'evento "200 chilometri per Maria Assunta", un percorso in bicicletta da Venezia a Trieste, al termine del quale lo sportivo ha consegnato all’arcivescovo Giampaolo Crepaldi i simboli del ciclo-pellegrinaggio.

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Calcagni è partito alle 8 del mattino dal Santuario Borbiago in provincia di Venezia, ha effettuato una sosta intermedia alla basilica di Aquileia e al Sacrario di Redipuglia per concludere il viaggio alla basilica di Muggia. Nonostante alcune complicazioni mediche sopraggiunte a fine luglio, l'ex elicotterista dell'esercito ha portato a termine il percorso e alla fine ha condiviso coi presenti la sua drammatica storia. Presente anche il capitano dei Carabinieri, che è rimasto in piedi per tutto il discorso in segno di rispetto.

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