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Cohousing (Coabitare): che Cos'e' e a chi Serve. Conferenza Oggi al Circolo della Stampa

Trieste Cambia ha scelto che il tema del suo prossimo incontro pubblico, giovedì 8 novembre al Circolo della Stampa, ore 17.30, sia il Cohousing, che tradotto significa la condivisione di spazi e servizi a supporto di un nuovo e qualitativamente...

Trieste Cambia ha scelto che il tema del suo prossimo incontro pubblico, giovedì 8 novembre al Circolo della Stampa, ore 17.30, sia il Cohousing, che tradotto significa la condivisione di spazi e servizi a supporto di un nuovo e qualitativamente migliore modo di abitare o, forse, la semplice riscoperta di uno antico.
In una situazione di profonda crisi economica, che fa mancare sempre di più i fondi per le politiche di interventi pubblici, alla politica non basta amministrare dal punto di vista contabile, perché è investita anche del compito di trovare comunque soluzioni alle criticità che stiamo vivendo, attraverso altre forme di interventi.

Il termine cohousing, in italiano si potrebbe tradurre "coabitazione", è utilizzato per definire degli insediamenti abitativi composti da alloggi privati dotati anche di spazi comuni destinati alla condivisione tra le persone che vi abitano.

Gli spazi comuni, decisi in ogni progetto, rispondono alle esigenze e alle scelte dei partecipanti e vanno dalla lavanderia, al laboratorio di falegnameria, alla palestra, all'orto o qualsiasi altra attività che possa essere condivisa dagli abitanti , ma anche dall'esterno se il gruppo lo desidera.

Il cohousing è molto diverso da un tradizionale condominio (in cui ognuno è trincerato nel proprio appartamento) ma è anche profondamente differente da una comunità o un ecovillaggio che richiedono una condivisione profonda di un progetto comune di vita.

Nel cohousing infatti, ogni nucleo familiare possiede la propria indipendenza, sia dal punto di vista economico che in merito alla propria visione della vita.

Il cohousing nasce nell' Europa del Nord intorno agli anni '70.
Nascono i primi progetti in Danimarca, Olanda, Svezia e rapidamente si estendono in tutta Europa, Canada, Australia e Giappone.

In Italia pur essendoci molti progetti in corso, questa scelta abitativa trova ancora delle resistenze, forse anche per una radicata cultura familistica legata a modelli familiari tradizionali e a forme di proprietà classiche dell'abitazione.

Dobbiamo però considerare che la famiglia e forme arretrate di welfare passivo, non potranno più garantire una qualità di vita accettabile e solo forme nuove di solidarietà sociale saranno in grado di rispondere ai bisogni di una società in evoluzione.

Si tratta di un cambiamento di grande spessore e rilevanza e l'incentivo per questo cambiamento potrebbe arrivare proprio dalle Istituzioni che, consapevoli della necessità di un nuovo modello attivo di welfare, potrebbero ricoprire un ruolo primario nella promozione e nel sostegno di queste scelte abitative.

Siamo di fronte ad una crisi dove pesa sulle persone, non solo un calo di reddito disponibile, ma anche un appesantimento senza precedenti della condizione della famiglia che al minor reddito deve sommare una secca diminuzione di reti di sostegno e di servizi.

Nonostante queste difficoltà, in Italia il cohousing ha già fatto la sua comparsa.

Sono state realizzate comunità in Emilia Romagna, nella provincia di Torino, a Milano e in altri paesi del nord Italia.
Molti progetti sono in via di definizione e sta nascendo la Rete Nazionale per il Cohousing e l'Abitare Solidale che raccoglie le associazioni per lo sviluppo di progetti abitativi comunitari e gruppi di cohousers. In italia si stanno definendo due tipologie di Cohousing :
? Mediato da agenzie o enti pubblici ( Edilizia sociale destinata alle fasce di reddito più basse.)
? Gestione autonoma del gruppo promotore (Sul modello americano dove lo stato a volte interviene in modo da migliorare l'accessibilità di questo modello abitativo ed evitare un'eccessiva omogeneità sociale).

L'aspetto meno esplorato rimane quello del rapporto tra istituzioni, associazioni e cittadinanza.
In ogni modello sono comunque garantite le caratteristiche principali che sono:

Pianificazione partecipata.
I residenti devono organizzare e partecipare ai processi di pianificazione e di progettazione dell'operazione immobiliare e sono responsabili delle decisioni finali.

Progettazione intenzionale.
L'impegno dei futuri residenti nella progettazione del cohousing deve essere fortemente voluta al fine di accrescere il senso di comunità.

Presenza di ampi servizi in comune.
Gli spazi comuni sono parte integrante del cohousing, sono progettati per un uso quotidiano e sono complementari agli spazi privati che restano comunque a
difesa della privacy dei residenti.

Gestione diretta da parte dei residenti.
La struttura viene gestita dai cohousers attraverso decisioni comuni durante incontri periodici.

Struttura non gerarchica.
All'interno del cohousing non esiste una leadership dominante.
Le responsabilità in relazione alle decisioni prese sono condivise dagli adulti della comunità.
E' ciononostante possibile eleggere democraticamente dei rappresentanti.

Risorse di reddito separate.
La comunità non genera risorse economiche ulteriori per i singoli.
Ogni residente ha una propria fonte di reddito indipendente e totalmente sganciata dalle attività comunitarie.

In realtà non tutti i cohousing rispondono per intero ai requisiti menzionati, molti si sono costituiti in seguito ad esigenze specifiche, ma tutti mantengono i principi di fondo che li ispirano.

Molti cohousing si sono definiti per fasce di età, condividendo problemi e risorse, di questa tipologia fanno parte i senior-cohousing progettati da persone che in genere hanno superato i 55 anni.

Attualmente solo in Olanda esistono circa 230 comunità di cohousing over 55 anche molto diverse tra di loro, ma è proprio in questa estrema flessibilità la forza di questo modello abitativo che permette ad ogni individuo di partecipare al progetto comune con le sue possibilità e le sue energie.

Naturalmente a nessuno possono sfuggire le criticità insite nella realizzazione di un progetto come questo . La giusta obiezione che ci si aspetta è : "Bello, bellissimo ma si litigherà !".

E' importante sottolineare che la nascita di un cohousing consiste non solo nell'individuare strutture e terreni disponibili, ma soprattutto nel lavoro di formazione del gruppo. Indicativamente l'esperienza di altri persone stima a 5 anni il tempo medio di formazione di un gruppo.

La presenza di un facilitatore nei gruppi è considerata indispensabile o comunque molto consigliata per gestire i conflitti personali, i dissensi e le diffidenze che, se non riconosciuti e affrontati in tempo, possano indebolire il gruppo fino a portarlo al disfacimento.

Compito del facilitatore non è quello di evitare i conflitti, le discussioni, i risentimenti ma al contrario di farli venire alla luce e accresce la consapevolezza del potere del gruppo.

Se ben condotto e sostenuto il cohousing potrebbe risultare una risposta intelligente ed efficace ai temi dell' invecchiamento attivo e del mantenimento di una buona qualità di vita garantendo sicurezza, partecipazione responsabile e risparmio economico per i singoli e per la comunità.

Anche nella nostra città, dove il problema degli anziani è ben presente, l'impegno da parte delle

Istituzioni sarebbe innanzitutto quello di far conoscere alla popolazione l'esistenza di questa possibilità. Una informazione seria, che evidenziasse sia i vantaggi che il necessario impegno richiesto per un modello co-housing, potrebbe portare a sviluppi futuri inaspettati e nuovi rapporti collaborativi tra cittadini e istituzioni pubbliche e private.

Per garantirci un futuro sostenibile abbiamo fame di idee , ma dobbiamo anche saperle tradurre in pratica. Abbiamo bisogno di esperti e cittadini con competenze nuove.

Negli ultimi anni la formazione ha assunto un ruolo fondamentale, non solo per rispondere ai nuovi bisogni ma soprattutto per trovare spunti di riflessione e strategie di cambiamento in grado di affrontare la complessità dei problemi.

Un investimento oggi in informazione, formazione e sostegno potrebbe avere domani degli effetti non solo sul piano economico, ma anche sulla tutela di quei valori fondamentali per la qualità del nostro futuro che sono : la cooperazione, la coesione e la fiducia reciproca.


PS. Per avere vari esempi di comunità in cohousing del mondo : www.cohousing.it





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