Coronavirus, sport e giochi online: un tuffo nel mondo degli eSport

Il Coronavirus ha cambiato il mondo dello sport: campionati fermi, Olimpiadi slittate al 2021, Europei rinviati. Ma esiste un campo da gioco che continua a vivere ed è quello degli eSport, gli sport elettronici.

Il Coronavirus ha cambiato il mondo dello sport: campionati fermi, Olimpiadi slittate al 2021, Europei rinviati. Ma esiste un campo da gioco che continua a vivere ed è quello degli eSport, gli sport elettronici. Se pensate che si tratti di comuni videogiochi, vi sbagliate. I tornei, che possono essere sia live che online, sono infatti organizzati come qualunque altro evento sportivo, con arbitri e commentatori specializzati in ogni specifico gioco. Le competizioni diventano quindi virtuali e la distanza di sicurezza non è più un problema. Abbiamo voluto approfondire la questione con Lorenzo Odino dell'ASD GamersArena, associazione fondata a Trieste che si occupa della gestione dei più importanti tornei ed eventi eSport italiani in ambito fieristico: "Per essere considerato eSport, un videogioco deve avere una componente agonistica. Non è un semplice gioco, ci vuole anche una grande preparazione. A seconda della tipologia del game, bisogna allenarsi con costanza, come se fosse uno sport tradizionale. Si potrebbe considerare un gioco mentale, come gli scacchi, dove è fondamentale la coordinazione occhio-mano". "Per capire l'importanza degli eSport – ci spiega Lorenzo - basta pensare al fatto che le Olimpiadi di Tokyo si apriranno proprio con un torneo di "Street Fighter 5". Non farà quindi parte ufficialmente dei giochi olimpionici, ma si comincia a pensare in quella direzione". Non a caso la GemersArena è un'associazione sportiva dilettantistica affiliata al GEC (Giochi Elettronici Competitivi ), a sua volta affiliata al CONI, marchio utilizzato quando vengono organizzati i tornei.

Ma Lorenzo, prima di trovarsi nelle vesti di organizzatore, era un giocatore: "Ho cominciato nel 2009, quando il fenomeno degli eSports è arrivato in Italia. Avevamo creato un piccolo gruppo in regione: ci trovavamo a casa mia e organizzavamo dei raduni. Giocando insieme ci si confrontava e, di conseguenza, si miglioravano le prestazioni. Con il tempo siamo diventati giocatori di un buon livello. Lo scopo non era più solo divertirsi: cambiato l'approccio, è cambiato anche il modo di giocare". Le emozioni, come le soddisfazioni, infatti, non sono virtuali: "Ho partecipato a vari tornei e ho sempre vissuto esperienze incredibili. La gioia che provi quando vinci è indescrivibile, perchè dietro c'è impegno, dedizione, studio: la vittoria è una ricompensa". Attenzione però a non esagerare. L'associazione Gamesarena, da questo punto di vista, si prende cura anche dei più piccoli: "Abbiamo organizzato diverse conferenze sul tema. I videogiochi sono molto più coinvolgenti di un film o di un disco musicale ed è quindi facile abusarne. Proprio per questo i genitori devono saper monitorare ed educare il figlio nella giusta maniera: ci vogliono consapevolezza e testa".

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Tra tornei nazionali e internazionali, e montepremi stellari, oggi, rispetto a molti anni fa, gli eSports sono molto più organizzati. "Molti giocatori vengono contattati dai team manager. In seguito vengono sponsorizzati, ottenendo la possibilità di partecipare spesati a tutti i tornei d'Italia. Come GamersArena abbiamo circa 10mila euro in montepremi, ma gli eventi internazionali mettono in palio cifre molto più importanti".

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