Brutta figura della Triestina all'esordio, il neopromosso Matelica esce tra gli applausi

L'impietosa fotografia è stata scattata oggi pomeriggio allo stadio Rocco dov'è andato in scena il primo impegno ufficiale della stagione 2020-2021. Quasi nessuna sufficienza, i marchigiani non rubano nulla

Il Matelica passeggia al Rocco e l'Unione esce sommersa dai fischi del proprio pubblico. E' questa l'impietosa fotografia scattata oggi pomeriggio al triplice fischio del primo impegno casalingo nel campionato di serie C. Dopo l'ottimo risultato ottenuto nella gara di Coppa Italia a Potenza, gli uomini di Gautieri tornano negli spogliatoi a testa bassa dopo una sconfitta tutto sommato meritata e maturata in un match che ha visto gli ospiti disputare una prestazione eccellente, con rapidi ripartenze nel primo tempo e una difesa ordinata nella ripresa. Negativi quasi tutti i rossoalabardati (con Petrella unico a meritarsi la sufficienza) tra cui spicca un centrocampo senza mordente e una fase difensiva sbadata in occasione del goal e del rigore (poi sbagliato) per il Matelica. L'undici triestino è chiamato al riscatto nella difficile partita di coppa contro il quotato Monza, in programma martedì 29 settembre. 

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La cronaca

Dopo quattro minuti, Lodi sbaglia uno stop sulla trequarti ed innesca una micidiale ripartenza della squadra guidata da Colavitto. Balestrero serve Leonetti che da buona posizione non inquadra la porta. La Triestina risponde prendendo in mano le redini della partita ed inizia uno sterile possesso palla alternato ad alcune imprecise verticalizzazioni, soprattutto sull’asse Giorico-Lodi-Sarno.

Al 12’ arriva la doccia gelata per gli uomini di Gautieri. Da un’innocua punizione sulla trequarti Struna si fa attrarre dal pallone e perde di vista De Santis che mette di prima al centro. Il pallone viene deviato e finisce alle spalle di Offredi. Dopo lo shock passa qualche minuto e l’arbitro Moriconi non ravvisa gli estremi per un calcio di rigore a favore dei rossoalabardati, dopo un tocco di spalla dubbio in area da parte di Fracassini. La Triestina inizia ad imprimere pressione al match con la catena Struna-Di Massimo che in un paio di occasioni mette in apprensione la retroguardia degli ospiti.

Al 24’ Offredi si supera su una splendida ma lenta punizione di Volpicelli indirizzata all’incrocio dei pali. I minuti successivi sono il preludio all'imbarazzo che accompagnerà quasi tutta la durata della partita. Il Matelica mette in difficoltà la Triestina con ripartenze precise, fraseggio puntuale ed un gioco a tre che trova sempre libertà di spaziare sul fronte offensivo e la sensazione di poter fare male in qualsiasi momento. Lodi commette la seconda ingenuità del primo tempo e stende un attaccante avversario in area: l'arbitro non ha dubbi e concede il rigore. Sul dischetto si presenta Leonetti che spara centrale, con la sfera che finisce prima sulla traversa e poi in calcio d’angolo grazie ai tanto fortunati quanto provvidenziali interventi di Offredi e Lambrughi.

L’undici di Gautieri sembra frastornato. Giorico sbaglia passaggi facili e cerca sempre la giocata più difficile, Gomez non tocca palla e il centrocampo viene infilato, per non dire infilzato, continuamente dal possesso dei marchigiani. Tra il 36’ e il 37’ l’Unione ha due scatti d’orgoglio prima con Tartaglia e poi con Sarno che in entrambe le occasioni vanno vicini al goal. Passano tre minuti e dopo una bella incursione di Struna sulla sinistra, Di Massimo indirizza convinto il piattone verso la porta difesa da Cardinali ma il suo tiro finisce sui piedi di un giocatore avversario. La Triestina alimenta la pressione e sembra essere viva. Su uno schema da calcio d’angolo è Lodi ad aprire il sinistro con Cardinali che si accartoccia e blocca a terra in presa sicura. Su un altro ribaltamento di fronte, Di Massimo si coordina malissimo e spreca da due passi. Il primo tempo si chiude tra le perplessità del pubblico del Rocco ed un Matelica meritatamente in vantaggio. 

Il secondo tempo

La ripresa si apre con Gautieri che sostituisce Di Massimo per Petrella. E’ proprio lui a scatenare il panico tra i difensori ospiti con una bella serpentina che porta il pallone sui piedi di Sarno. Il dribbling in area è elegante ma il cross viene deviato in calcio d’angolo. Il film della partita non cambia nel secondo tempo, con gli ospiti meno freschi nel pressing ma ordinati nell'organizzare la streuna difesa del vantaggio. Il centrocampo della Triestina cammina in mezzo al campo, la squadra si allunga pericolosamente e lascia spazio ai contropiedi della formazione marchigiana. 

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La sensazione che manovra rossoalabardata tenti di avvolgere il fortino degli avversari rimane tale e non produce alcun effetto. Qualche blitz cerca di produrlo Petrella e il mancino di Sarno - e tuttti sanno che solo Maradona era capace di giocare con un piede solo. Dopo flebili tentativi offensivi che non portano a nulla, è proprio Sarno ad avere sui piedi l’occasione per pareggiare a due minuti dalla fine ma il suo tiro finisce alto in curva. Quella stessa curva che oggi ha disertato lo stadio e che non avrebbe approvato il risultato. Meglio così, è preferibile che la sveglia suoni fin da subito perché, se nulla è compromesso, la Triestina vista oggi al Rocco non è degna di chiamarsi così. 

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