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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Il Punto di Andrea Giovannini

Ebbene si, ci siamo, siamo alla vera partita della morte.Ma da 5 giornate a questa parte lo sono tutte, eppure l'Unione è ancora in gioco. I punti che ci separano dai play out sono pochi, molto meno di quanto si pensasse e la prossima partita, con...

Ebbene si, ci siamo, siamo alla vera partita della morte.
Ma da 5 giornate a questa parte lo sono tutte, eppure l'Unione è ancora in gioco. I punti che ci separano dai play out sono pochi, molto meno di quanto si pensasse e la prossima partita, con il Toro, sembra proprio voler dare un verdetto!
Questo verdetto è:
Credere o non credere più in questa Triestina?

Tutto sembrava irreale sabato scorso al Rocco, tutto sembrava presagire una giornata di delusione, la poca affluenza allo stadio, le avversarie con incontri agevoli e la Triestina che si ricordava, lenta e impacciata nella sconfitta della gara precedente.
Invece, alla lettura delle formazioni, forse, a qualcuno, è sorto un minimo dubbio; un dubbio che è venuto pure a Salvioni, quando ha scelto di far giocare nell'ordine:
Bariti, Taddei e Gerbo, con una formazione quanto meno anomala.
Risultato 3 a 0 nei primi 25' e calcio spettacolo, a quel punto i pochi tifosi accorsi allo stadio si sono come sentiti catapultati in un altro pianeta, ove, quelli con la maglia rossa, sanno giocare il buon calcio e sanno pure far divertire.
La partita poi è continuata tra alti e bassi con occasionissime sprecate dalla Triestina, per poi chiudersi sul 3 a 2 con qualche tensione nel finale.
Tutto bene, ma allora, la vera squadra di Salvioni, qual'è?
Quella che gioca bene, crea e conclude a rete con un Godeas in splendida forma?
Oppure è quella che giochicchia e rimane piantata sui piedi dei due difensori centrali per poi beccarsi le reti delle avversarie?
Speriamo che, con la stessa voglia e determinazione, si vada all'ombra della Mole e si possa scavare qualcosa. Il mister dice, giustamente, che la squadra va a giocare la partita e, ovviamente, i ragazzi, questo devono fare.
Non sarà facile, il Torino è una squadra ben preparata e con notevoli punti di forza, ma a volte, proprio la forza della disperazione contribuisce a dare quel qualcosa in più che ti permette di fare le grandi imprese.

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