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In Viaggio per la Casa dell'Unione

Ebbene si, questa volta si parte davvero, la Triestina con al timone il suo Presidente Aletti, ha intenzioni serie.Si parla di 65000 mq circa, dove troveranno spazio foresteria, area piscine, area palestre, area fitness, un centro riabilitativo...

Ebbene si, questa volta si parte davvero, la Triestina con al timone il suo Presidente Aletti, ha intenzioni serie.
Si parla di 65000 mq circa, dove troveranno spazio foresteria, area piscine, area palestre, area fitness, un centro riabilitativo internazionale e niente meno che 3 campi a 11 e 3 campi a 7 di cui uno coperto, 2 tribune, 2 aree spogliatoi e un'area parcheggio.
E, assicura un vulcanico Aletti, sarà solo l'inizio.
4,5 milioni di euro sono stati già pagati per l'acquisizione del terreno, top secret l'ubicazione, e 1,5 milioni saranno nelle previsioni, ancora da elargire per poter poi, iniziare tale, importante, opera.
Sarà la casa dell'Unione, con 8000 mq calpestabili, dove alloggeranno tutte le squadre alabardate, dalla prima, fino ad arrivare ai più piccolini, categorie che proprio mancano alla Triestina e delle quali, il Presidente invoca la necessità.
Il Presidente, inoltre, afferma con certezza che, se non fosse stato per i responsabili dell'esercito del reggimento Piemonte di Opicina (gente che ama la Triestina), probabilmente la Triestina non si potrebbe allenare ancora sulla 202 e sarebbe, a tutti gli effetti, senza un campo di allenamento.
Sbotta il sanguigno romagnolo, " se fosse stato per il Coni a quest'ora, eravamo senza campo, è giusto che voi triestini lo sappiate ".
Allo stesso tempo, si dice fiero di conoscere la gente di Trieste, si dice onorato di poterci lavorare fino al punto di trasferire a breve la sua residenza all'ombra di San Giusto, ma parla anche a 360 gradi di una nuova avventura che deve avere l'aiuto concreto di tutti, amministrazioni, tifosi e città.
Mette in risalto il contributo di tutti i suoi dipendenti, compresi i magazzinieri, ma ricorda che, come minimo, per permettere di allenarsi a varie categorie sul campo di Opicina, gli stessi operatori dell'Unione si sobbarcano una roba come 50 viaggi settimanali.
Spese e tempo che con il nuovo impianto sarebbe annullato.
Parla il Presidente, di alcune importanti opere sul territorio, quali lo stadio Rocco, lo definisce il più bel stadio d'Italia, ma ragiona ancora affermando che quello stadio, è il nostro show room, per tutto il resto, molto importante, si devono dare una casa e un punto di aggregazione.
Tutte le altre categorie giovanili che sono il sale della società, hanno bisogno di tale struttura, e senza queste categorie non avrebbero senso esistesse neppure la Triestina, quanto meno la sua Triestina.
Si dice entusiasta e convinto di poter confermare quello già detto in agosto " in due anni siamo in serie A " rumoreggia la gremitissima sala stampa, " mi direte che sono un pazzo, ma io ci credo, parlando con il mister sabato, ho prospettato un viaggio premio a Cuba in caso di 8 vittorie consecutive, ma evidentemente al mister non piace Cuba, perché mi ha perso alla prima ", scherza Aletti, ma si dice convinto della buona iniziativa.
Dice, di averla fatta con i soldi veri, non con le chiacchiere.
Ma si rende conto che serve aiuto, e questo aiuto, potrebbe arrivare dalla collaborazione con il tifo organizzato e in particolare con il Nucleo Rindondo con l'iniziativa Cooperativa Casa dell'Unione.
Una cooperativa di gente comune, per lo più tifosi, ma pure aziende, che comprano quote della Triestina Calcio Servizi diventandone poi, a tutti gli effetti azionisti.
Mentre lo stesso Presidente, comprando il marchio Triestina, il titolo sportivo e la Triestina Spa, diventa l'unico esclusivista per Trieste della società che maggiormente identifica la nostra città nel calcio che conta.
Lascia aperte le porte per le domande sior Aletti, ma dopo due o tre interventi nei quali si evidenzia anche l'aspetto permessi di tutta questa realizzazione, arriva la sfortunata domanda di un " Tifoso " che chiede di Barriti e Brosco in previsione di una ricerca di giovani per la squadra, il Presidente s'inalbera e con il suo vocione dice " se questa è una domanda seria, prendo e me ne vado ", sembrava proprio una domanda seria, perché questo inusuale incontro, finisce proprio li, tra gli applausi all'indirizzo del Presidente e di questa importante quanto difficile realizzazione.
Speriamo solo che questo viaggio non finisca come tanti altri viaggi della povera Unione.

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