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L'Arte Convocata in Questura

Una buona occasione per visitare un edificio all'interno del quale, di solito, ci si reca per altre incombenze.Sabato 17 (dalle 15:00 alle 20:00) e domenica 18 settembre ( dalle 9:00 alle 13:00) la Questura di Trieste ospiterà la mostra...

Una buona occasione per visitare un edificio all'interno del quale, di solito, ci si reca per altre incombenze.
Sabato 17 (dalle 15:00 alle 20:00) e domenica 18 settembre ( dalle 9:00 alle 13:00) la Questura di Trieste ospiterà la mostra "Naturalmente Bello", dedicata alle fotografie di Dario Fusaro e alle sculture dell'architetto Fabio Giorgio Salvi, ma ci sarà anche l'occasione di ammirare un particolarissimo plastico del territorio di Trieste realizzato per la Questura fra l'agosto 1953 e il settembre 1957 dall'allora Vice Brigadiere della Polizia Civile Giovanni Tonello, il plastico - aggiornato al 31 dicembre 1956 - è stato realizzato in scala planimetrica 1:10 mila e in scala altimetrica 1:5 mila, e fotografa una Trieste molto particolare soprattutto perchè la componente altimetrica dà il senso del movimento soprattutto per quel che riguarda il costone roccioso della costiera.

Ma tornando alla mostra: protagonisti dell'evento saranno gli scatti del fotografo veneziano Dario Fusaro e le sculture in legno di Fabio Giorgio Salvi.
Nell'occasione i Civici musei scientifici di Trieste esporranno per la prima volta una serie di acquarelli botanici dello scomparso pittore triestino Mario Sivini che riproducono piante nel loro ambiente naturale presenti in tutta la Venezia Giulia, alcune rare e altre estinte.
Lavori che uniscono la bellezza artistica a un rigore scientifico tali da rappresentare una vera e propria guida botanica.
Per valorizzare la mostra, ma anche per rendere armonicamente più appetibile alla vista un recente restauro di alcuni locali del prestigioso edificio che ospita la Questura, risulterà particolarmente gradita una "coreografia verde", realizzata grazie ai vivai Petrini di Ronchi dei Legionari (Gorizia) e Toffoli di Azzano Decimo (Pordenone).
Tornando agli artisti, Fusaro, che da anni dedica la propria ricerca artistica a immortalare paesaggi e soggetti botanici, propone una serie di immagini che con tocco impressionista ritraggono scorci e particolari di giardini privati altrimenti "segreti".
Queste andranno ad accompagnarsi armoniosamente alle opere dell'architetto Salvi: eleganti sculture che l'artista ricava dalle radici di alberature morte attraverso un processo che lo porta ad un contatto viscerale con la natura.
Esperto di bioarchitettura, biocompatibilità ed ecosostenibilità, Salvi, che ha ereditato dal padre ebanista la passione per la lavorazione del legno, cura il processo creativo in ogni sua fase: dalla scelta ed estrazione della radice perfetta nel sottobosco, fino all'intaglio e alla lucidatura.
Il carattere sfuggente e leggero della fotografia si fonderà, dunque, con la fisicità plastica della scultura astratta in legno per offrire al pubblico un'esperienza in bilico fra l'ideale estetico, tutto umano, e la bellezza originaria della natura.

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