Derby sloveno di prima categoria, allenatore esonerato dopo la frase "s'ciavo de m...."

L'episodio è accaduto domenica e ha portato alla "cacciata" di Mauro Pinatti, volto noto del calcio dilettantistico regionale ed ex calciatore. "Mi sono pentito subito e ho chiesto scusa". Roberto Franco, ex presidente dello Zarja: "Cose del genere non dovrebbero succedere mai"

Lo spettacolo del derby di prima categoria Mladost-Zarja finisce con la decisione della società padrona di casa di esonerare l'allenatore della compagine di Doberdò del lago, Mauro Pinatti, reo di aver apostrofato l'ex presidente dei rossi di Basovizza, Roberto Franco, con la frase "s'ciavo de merda". La frase infelice è stata detta lo scorso sabato pomeriggio durante il match che ha visto il Mladost imporsi sullo Zarja con il risultato finale di 2 a 1. Secondo Mauro Pinatti, raggiunto telefonicamente da TriestePrima, "è stato un battibecco tra il sottoscritto e un componente della loro panchina che precedentemente mi aveva offeso diverse volte. Ho sbagliato a dire quella frase e ho chiesto subito scusa".

"Mi sono pentito immediatamente, in spogliatorio mentre gli altri facevano festa ero con le lacrime agli occhi. Tuttavia credo che la decisione della società, anche se l'accetto, sia stata troppo severa. Mi hanno messo in piazza e crocifisso, facendomi passare per razzista, cosa che non sono assolutamente". Pinatti sostiene di "non conoscere Franco, non so neanche chi fosse". Il tutto sarebbe nato dopo alcuni falli non sanzionati dall'arbitro. "Mi sono anche messo in mezzo tra i miei giocatori e quelli dello Zarja, dicendo che le grida e le urla di protesta non servivano a niente, anzi, avrebbero provocato ancora più scintille tra le due squadre. Per chiudere voglio dire che secondo me le cose di campo dovrebbero rimanere all'interno del rettangolo di gioco. Mi dispiace veramente".  

Il clima che si è creato a fine partita ha portato quindi la dirigenza del Mladost a prendere la strada dell'esonero arrivato in settimana. A scatenare la polemica poi la comunicazione da parte dello stesso Roberto Franco al Primorski Dnevnik, quotidiano della comunità slovena del litorale. "Le parole che mi ha rivolto sono molto gravi - così Franco - e nel 2020 queste cose non dovrebbero mai essere dette o pensate. Prima del fatto mi sono state rivolte alcune offese come testa di uovo, ti spacco la testa e cose simili". Il parapiglia poi si manifesta poco dopo. "Abbiamo anche detto all'arbitro di mettere a referto la frase - continua Franco - ma ha detto che non poteva farci niente, non avendo sentito l'offesa". 

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L'ex presidente dello Zarja ricorda un fatto simile, accaduto circa 40 anni fa. "Eravamo a Repen e giocavamo contro il Gaja. Uno dei nostri disse s'ciavo ad uno degli avversari. Venne fuori un vero e proprio casino e la società mandò via il nostro compagno di squadra. Per questo dico che cose del genere non dovrebbero più succedere". Già, tutto tranne quello che in quel contesto dovrebbe contare di più, vale a dire il gioco del calcio. 

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