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Pallanuoto, A1 maschile: Dal Corona Brasov arriva a Trieste il difesore Nino Blazevic

Forte difensore, 105 kg per 190 cm, 50 gol segnati nella scorsa stagione. È il sintetico identikit di Nino Blazevic, nato il 2 maggio 1992 a Dubrovnik (Croazia), ovvero il nuovo acquisto della Pallanuoto Trieste in vista del campionato di serie A1 maschile.
La società alabardata è prontamente intervenuta sul mercato dopo la partenza di Niccolò Rocchi verso la Francia. Pescando nel massimo campionato rumeno un atleta di spessore internazionale.
Cresciuto nel qualitativo settore giovanile dello Jug, ha giocato con la più blasonata squadra croata fino al 2012. Un paio di stagioni di transizione e poi nel 2014 l’approdo nella massima divisione serba allo Zak Vojvodina (con la bellezza di 45 gol segnati). Nel 2015/2016 il salto di qualità nel Radnicki Kragujevac e nel 2016/2017 la consacrazione al Corona Brasov, in Romania, condita dal titolo di capocannoniere del campionato.
«Sono davvero contento di essere approdato alla Pallanuoto Trieste – esclama Blazevic – avevo bisogno di una nuova sfida, è arrivata questa opportunità e l’ho presa al volo. Ho sempre voluto giocare in Italia e sono pronto a dare il massimo per la mia nuova squadra. La serie A1 è un torneo molto duro, cercheremo di piazzarci più in alto possibile».

Il direttore sportivo della Pallanuoto Trieste Andrea Brazzatti ricostruisce la trattativa (piuttosto rapida) che ha portato Blazevic in alabardato. «Ci siamo ritrovati a dover occupare la casella del difensore e abbiamo deciso di puntare su questo ragazzo. Ha tanta forza fisica, una caratteristica fondamentale per marcare i centroboa. Poi è ancora giovane, 25 anni, ma ha comunque già accumulato tanta esperienza. Siamo felici di averlo con noi».

L’allenatore della Pallanuoto Trieste Miroslav Krstovic delinea le caratteristiche tecniche di Nino Blazevic: «È un ragazzo di qualità, un guerriero in vasca, ci darà una grossa mano. Il suo compito principale sarà quello di difendere sui due metri, mentre in attacco può anche buttarsi dentro come seconda boa. E’ anche molto pericoloso al tiro dalla distanza. Nella sua carriera forse non ha ancora trovato l’occasione giusta per esplodere, speriamo lo faccia qui da noi».

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