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Pallacanestro Trieste, il 22enne Marco Legovich secondo assistente di coach Dalmasson

In questa nuova stagione a tinte biancorosse i volti nuovi sono tanti, e non solo sul parquet. Tra i numerosi tasselli aggiunti al gruppo c'è anche Marco Legovich, giovane non ancora 23enne che sarà secondo assistente di coach Eugenio Dalmasson

In questa nuova stagione a tinte biancorosse i volti nuovi sono tanti, e non solo sul parquet. Tra i numerosi tasselli aggiunti al gruppo c’è anche Marco Legovich, giovane non ancora 23enne che sarà secondo assistente di coach Eugenio Dalmasson. Conosciamolo meglio in questo “face to face” avvenuto al termine di uno degli allenamenti di questa prima settimana di lavoro.

Indubbiamente una carica di prestigio e grande responsabilità, una strada che Marco già da qualche tempo sapeva di intraprendere: “Verso fine maggio ho saputo che la Pallacanestro Trieste aveva in mente di aggiungere un elemento all’attuale staff tecnico, cercando di migliorare ulteriormente dopo un’annata decisamente positiva, dando oltretutto la possibilità di crescere ad un giovane allenatore in un momento storico importante per il nostro basket e per la nostra città”.

Dalla consapevolezza di quest’opportunità ai primi contatti veri e propri è passato poco più di un mese: “Intorno a metà luglio ho ricevuto la chiamata prima dello staff tecnico ed in seguito del presidente Ghiacci, è arrivata la proposta e accettarla è stata questione di un attimo. Il resto è il presente, dall’inizio della preparazione (lunedì 10 agosto) faccio parte dello staff, responsabilità che mi riempie di gioia, entusiasmo ed orgoglio”.

Naturale, per un ragazzo per di più di casa nostra, che questa avventura stia suscitando da subito impressioni molto positive: “Mi sto trovando benissimo, pian piano ci stiamo conoscendo anche se qualcuno dello staff non è per me un volto nuovo. In tal senso mi riferisco a Matteo Praticò che conosco da tempo e che, diciamo, ha avuto un percorso simile a quello che sto iniziando io. Con coach Dalmasson c’era una conoscenza meno approfondita, ma di certo questo non sta rappresentando un problema. Stiamo trovando le giuste misure sia in campo che fuori, c’è grande sintonia e di questo, come di tutti i numerosi aspetti del ruolo che ricopro, sono davvero molto contento”.

E’ presto per tracciare un bilancio o per abbozzare dei pronostici su quello che sarà il campionato biancorosso. Però un’idea dello spirito, dell’aria che si respira in questi primi allenamenti, Marco se l’è fatta chiaramente: “C’è grande disponibilità, grande umiltà e voglia di imparare. Sotto questo aspetto il contesto in un certo senso ci avvantaggia, il gruppo è molto giovane con alcune guide forti come Pecile e Prandin che sicuramente saranno utili per far crescere i giocatori meno esperti. Le sensazioni sono molto positive, si respira un clima di grande entusiasmo e grande voglia di apprendere, per poi mettere in pratica sul parquet”.

Per Marco quella appena partita sarà un’annata carica di impegni e responsabilità, non solo al seguito della prima squadra. Mole di lavoro e ruoli importanti non lo spaventano anzi, semmai lo caricano ulteriormente: “Sarò assistente di Alessandro Nocera con gli under 18, stiamo poi parlando per capire se si potrà mantenere un impegno anche con i ragazzi più piccoli. Vedremo se quest’ultimo aspetto verrà ufficializzato riuscendo, come si suol dire, ad incastrare tutto. Sarà un’annata molto impegnativa però sono felicissimo, per la grandissima possibilità data ad un giovane come me di imparare, vedendo ed analizzando tutte le situazioni dalle fasce d’età più giovani fino alla serie A2, un grande salto senza ombra di dubbio”.

Una grande opportunità di crescita professionale e personale, una palestra ideale ancor più perchè nella propria città, con un “pensiero stupendo” in prospettiva futura: “Sono pronto, carico e consapevole degli anni di apprendistato all’orizzonte, emozionato e concentrato al punto giusto con la speranza di riuscire a ricalcare le orme di Matteo Praticò. Poi il sogno, perchè no, sarebbe quello di allenare un domani la squadra della mia città, di esserne l’head coach, qualcosa di molto simile a toccare il cielo con un dito. Intanto però piedi per terra e lavoro duro, sono grato alla società per avermi dato quest’opportunità, un’esperienza che cercherò di sfruttare nel miglior modo possibile”.

E allora buon lavoro e buona fortuna, Marco!

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