Domenica, 19 Settembre 2021
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Pintus Show al Rossetti... Ed e' un Trionfo

E pensare che al Politeama Rossetti non lo facevano entrare «neanche come pagante»... Il comico triestino Angelo Pintus torna con grande emozione nella sua Trieste, che l’ha visto nascere 38 anni fa, approdando sul palcoscenico del Rossetti...

E pensare che al Politeama Rossetti non lo facevano entrare «neanche come pagante»...

Il comico triestino Angelo Pintus torna con grande emozione nella sua Trieste, che l'ha visto nascere 38 anni fa, approdando sul palcoscenico del Rossetti con il suo tour teatrale «Cinquanta sfumature di Pintus», chiara allusione al titolo della celebre trilogia erotica di E.L. James che ha attratto moltissimi spettatori tanto da pianificare una seconda replica il 23 gennaio 2014.

Perchè cinquanta se non di più sono le sfumature della sua comicità, «fin da bambino avevo tante voci che mi ronzavano nella testa, sentivo mia madre che dietro ad una porta diceva a mio padre «nostro figlio è matto, parla con gli animali» e mio padre «anche io lo sono» e lei «perchè?» e lui «perchè parlo con te».

Si ride molto e due ore passano in fretta con Angelo Pintus che interrompe lo spettacolo solo per pochi secondi, giusto il tempo di mandare giù un sorso d'acqua o fare quattro salti durante gli intermezzi musicali. Per tutto il tempo si esibisce a braccio con una parlantina irrefrenabile regalando al pubblico in sala risate grasse per tutta la durata dello show.

Pubblico che ha letteralmente preso d'assalto il Politeama, tantissimi adolescenti ma anche bambini accompagnati dai genitori. Insomma, un pubblico variegato che si è voluto regalare una serata di puro divertimento scaccia pensieri. «Care donne - promette Pintus - a differenza di quelle di grigio, le sfumature di Pintus vi faranno ridere! Forse ? e se lo dico io potete non credermi!! Il lavoro del comico è un lavoro strano? la gente per strada ti ferma e crede sempre che tu possa farla ridere? sempre! Sarebbe come se a un cantante per strada tu chiedessi di cantare o a un calciatore di palleggiare? oppure a Rocco Siffredi di ?!! Insomma non ha senso! Ma fare il comico credo sia molto più facile di quanto altri vogliono farci credere? la comicità è dappertutto? Nei politici che litigano? in alcune storie assurde di alcuni programmi televisivi ? e nelle pubblicità? basti pensare che Banderas parla con una gallina che si chiama Rosita!».

Ed è proprio così quando Pintus si mette ad imitare Antonio Banderas che sforna flauti e fette biscottate («chi l'avrebbe mai detto, era Zorro ragazzi, Zorro!!») piuttosto che Barbara D'Urso con le sue multi espressioni facciali o i protagonisti di Forum passando per Mika e i bambini protagonisti di «Io canto» che dapprima timidi timidi poi sfoderano un vocione da soprano, «i bambini devono fare i bambini» dice Angelo che impronterà tutto lo spettacolo sul raffronto tra i pensieri di un bambino e quelli dell'adulto, «alle 14.30 una volta, quando ero piccolo, andava in onda un programma che si chiamava Bim Bum Bam e c'era un pupazzo Uan che parlava! Adesso accendo la tv e cosa trovo? Uomini e Donne. Ecco a voi Glaucoooo» e via con un'altra imperdibile imitazione. Pintus torna indietro con la memoria a quando era uno studente delle superiori e alla fermata del bus assieme ai compagni diventava una statua di ghiaccio per la bora gelida che soffiava, «giuro una volta ho visto sfrecciare Babbo Natale, non è neanche riuscito a fermarsi».

Ricorda anche il professore calabrese che gli disse «Pintus? Pintus? Ah sì come i bastoncini ..» e giù tutti a ridere per non parlare delle lezioni di algebra «nata per distruggere le vite degli studenti». Fantastica l'imitazione di Belen Rodriguez mentre si fa il bidet o le disavventure del suo criceto con il gatto gay della madre che passando l'aspirapolvere alle 7.15 del mattino «mi ha svegliato per anni.. mi ha distrutto i sogni.. mi ha anche fatto sparire il criceto una volta... Io ti odio!!!!». É una comicità semplice quella intrinseca ad Angelo Pintus che fa dei suoi ricordi, della sua vita motivo di show e divertimento assicurato. Eccolo poi imitare Bruno Pizzul, il suo cavallo di battaglia, Josè Mourinho, Silvio Berlusconi, Zlatan Ibrahimovic, Maria De Filippi e Jovanotti. È un medley di voci poi quello che il comico triestino regala ai bambini in sala interpretando "Le tasche piene di sassi".

«Devo a lui quello che so fare» dirà Angelo dedicando un ricordo a Gigi Sabani, «ho 38 anni ma ogni volta che guardo il cielo lo vedo a colori e non smetto di sognare».

Lo show è finito, il pubblico si alza in piedi per applaudirlo. Vorrebbe continuare a ridere dimenticando ancora per un pò i problemi della vita quotidiana. Angelo si emoziona e quando capita nella propria città deve essere ancora più bello.

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