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" i miei Orribili Meravigliosi Clienti " Michele de Lucchi Oggi al Revoltella

L'architetto Michele De Lucchi sarà il protagonista a Trieste della conferenza dal titolo "I miei orribili meravigliosi clienti"Oggi, giovedì 12 aprile alle ore 18 al Museo Revoltella di Trieste (Via Diaz, 27). Ingresso libero57 anni, nato a...

L'architetto Michele De Lucchi sarà il protagonista a Trieste della conferenza dal titolo "I miei orribili meravigliosi clienti"

Oggi, giovedì 12 aprile alle ore 18 al Museo Revoltella di Trieste (Via Diaz, 27). Ingresso libero

57 anni, nato a Ferrara, discepolo di Ettore Sottsass, Michele De Lucchi nel 1979 e per 10 anni è consulente per il design di Olivetti.
Per Artemide, realizza l'oggetto di design più famoso al mondo: la lampada Tolomeo.
Sviluppa progetti di architettura per: Intesa San Paolo, Poste Italiane, Deutsche Bank.
Ideatore del design dei nuovi contatori Enel che tutti abbiamo in casa.
I suoi progetti si estendono fino in Giappone. Nella conferenza, a cura dell'Associazione Culturale Terredarte organizzata insieme allo Studio Sandrinelli con il patrocinio dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Trieste, Michele De Lucchi racconta il suo percorso professionale e l'evoluzione della sua figura di progettista, architetto, designer, intellettuale, attraverso gli incontri avuti nei suoi oltre 40 anni di attività.

Dagli anni Settanta, le provocazioni, la progettualità utopica e i sogni per un mondo migliore, fino all'attualità delle architetture nella Georgia indipendente, al restauro della Triennale di Milano, alle Gallerie d'Italia in Piazza della Scala, e al confronto con la realtà internazionale. Quarant'anni di incontri con i committenti, che non sono soltanto le Società, le industrie europee, le piccole realtà artigianali italiane, ma anche i grandi temi progettuali, come la natura, la tecnologia, il sentimento del tempo. In questo racconto, accompagnato dalle immagini dei progetti, Michele De Lucchi descrive come la progettazione sia un modo per coltivare la propria individualità, rapportandola con concetti di interesse comune e incidenza globale, giungendo alla scoperta del committente più difficile ma più importante di tutti, se stesso.


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