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Sabato, 4 Dicembre 2021
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"Inediti Triestini.Omaggio a Giuliano Brizzi" Stasera al Revoltella

Grazie alla collaborazione dei nipoti dell'artista Giuliano Brizzi, Giulio e Michela Brizzi, il Museo Revoltella di Trieste ha potuto ritrovare opere e documenti importanti per la ricostruzione della breve ma promettente carriera di Brizzi e...

Grazie alla collaborazione dei nipoti dell'artista Giuliano Brizzi, Giulio e Michela Brizzi, il Museo Revoltella di Trieste ha potuto ritrovare opere e documenti importanti per la ricostruzione della breve ma promettente carriera di Brizzi e realizzare una piccola mostra (aperta fino al 9 aprile, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19) e un catalogo che saranno presentati nell'auditorium del museo martedì 28 febbraio alle ore 20.30.

Durante la serata, Ariella Reggio leggerà il testo di Claudio Grisancich "Ste pice parole voio dirte stasera" in cui Anita Pittoni ricorda Brizzi e il mondo intellettuale triestino degli anni Trenta. Il testo letto dalla Reggio è rigorosamente in dialetto con cui la "vera" protagonista era solita esprimersi. L'ingresso alla serata è libero, fino ad esaurimento dei posti in sala. E' da Giuliano Brizzi che il Museo Revoltella inizia un percorso di ricerca tra le personalità meno note e celebrate del Novecento triestino, che si presenta ricco di spunti ma anche di difficoltà per la dispersione di opere e archivi.

L'idea di occuparsi di "inediti" è nata nel corso degli studi effettuati per le grandi mostre sullo sviluppo delle arti locali nel XX secolo che il Museo ha realizzato dagli anni Novanta in poi.

Ogni mostra, infatti, ha offerto la possibilità di scoprire, attorno ai protagonisti, un numero abbastanza cospicuo di figure al loro tempo importanti ma per varie ragioni dimenticate, che, però, hanno costituito spesso punti di riferimento imprescindibili per l'orientamento di tendenze e correnti e hanno avuto un ruolo significativo nella creazione di quel "clima" culturale così denso, vivace e problematico da cui sono stati caratterizzati soprattutto gli anni tra le due guerre.

Giuliano Brizt (in seguito italianizzato Brizzi) è un valido e promettente artista triestino, che a causa di una malattia, muore giovanissimo all'età di soli 30 anni (1908-1938).

E' coetaneo di alcuni tra i più noti triestini nati nel primo Novecento: Giorgio Carmelich, Leonor Fini, Ugo Carà e Marcello Mascherini. Nel 1922 scopre la passione per la pittura e nel 1924 decide di perfezionarsi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dov'è allievo di Virgilio Guidi. Dal 1928 in avanti, partecipa regolarmente alle esposizioni del Sindacato di Belle Arti.

Frequenta l'ambiente artistico triestino ed è amico di Leonor Fini, Maria Lupieri, Marcello Mascherini, Ugo Carà e Anita Pittoni, con i quali Brizzi intreccia anche scambi professionali e con i quali condivide certamente la curiosità e la passione sul dibattito in corso sulla modernità. La Fini, gli dedica un ritratto; oggi di proprietà della famiglia Brizzi, il dipinto arriverà da Roma e sarà in esposizione al Museo Revoltella in occasione di questa iniziativa.

Le pitture giovanili di Brizzi, hanno come temi ritratti, paesaggi, nature morte per, succesivamente, lasciare spazio a ricerche e sperimentazioni. Negli anni seguenti il 1931, i suoi quadri assumono toni più cupi, i ritratti segnalano un approfondimento psicologico, i colori si fanno più intensi.

Un lucido giudizio sulla pittura di Brizzi è quello espresso da Guido Sambo nel 1939: "La sua è una pittura compatta, con arditi accostamenti di tono, ha la solidità di una cosa costruita con sicurezza e rivela tutto il tragico travaglio di un giovane che ha la morte ormai vicina, inevitabile".

Tra i suoi migliori lavori ci sono Nudo, La nonna e un magnifico Autoritratto del 1929 donato al Museo Revoltella da Roberto Hausbrandt. Eseguito all'età di soli 22 anni ed esposto in pubblico solo dieci anni più tardi in occasione della Sindacale Interprovinciale del 1939 l'Autoritratto reca la dedica "Al signor Devetti in segno di amicizia".

Luigi Devetti, generoso e particolare ristoratore appassionato d'arte, nella sua osteria di via del Toro offriva accoglienza e la tipica cucina triestina, in un clima familiare. Tra i suoi tavoli era possibile incontrare pittori famosi e giovani esordienti, assistere a discussioni, scambi, confronti su nuove tendenze; spesso in cambio dei pasti gli artisti donavano a Devetti il loro autoritratto. Un ambiente artistico triestino che ben ricorda Maria Leban, spostata da Brizzi nel 1931, che racconta di una Trieste che offriva una cultura particolare, di ampio respiro, in equilibrio tra la provenienza cosmopolita, derivata dai lunghi anni di appartenenza all'impero asburgico e l'approdo alla civiltà italiana.

Comune di Trieste / Civico Museo Revoltella
Via Diaz, 27 - 34123 Trieste
Tel. 040 675 4350 - 040 675 4296 fax 6754137

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