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"la Chiesa dell'Anticoncilio. I Tradizionalisti alla Riconquista di Roma" Presentazione Oggi al Centro Veritas

Oggi, venerdì 17 febbraio, alle ore 18.30, presso il Centro Veritas in via Monte Cengio 2/1 a- Trieste, Tavola rotonda di presentazione del libro di Giovanni Miccoli: “La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma” ...

Oggi, venerdì 17 febbraio, alle ore 18.30, presso il Centro Veritas in via Monte Cengio 2/1 a- Trieste, Tavola rotonda di presentazione del libro di Giovanni Miccoli:
"La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma" (Laterza 2011).

Partecipano: p. Gaetano Piccolo S.I., preside dell'Istituto Filosofico "Aloisianum" di Padova; Giuseppe Battelli, preside della Facoltà di Scienze della Formazione; Erica Mastrociani, presidente provinciale delle Acli di Trieste; Liliana Ferrari, docente di Storia della Chiesa, università di Trieste.

Sarà presente l'Autore.
Modera la Tavola rotonda: Annamaria Rondini, docente di Antropologia al Seminario Interdiocesano di Udine.

Il 29 agosto 1976, in una sala di Lilla, alla presenza di migliaia di fedeli entusiasti, mons. Marcel Lefebvre, nel corso della messa, pronuncia un'omelia che ha vasta eco.

Il 'sermone di Lilla' segna una tappa ulteriore nel suo contenzioso con Paolo VI e costituisce un punto di riferimento fondamentale per i suoi seguaci della Fraternità San Pio X.

Già sospeso a divinis per aver proceduto alle ordinazioni sacerdotali che Roma gli aveva vietato, egli rivendica il suo «dovere di formare dei preti, di formare i veri preti di cui la Chiesa ha bisogno».

Ma soprattutto ripete una condanna senza appello del concilio Vaticano II, il grande accusato.

Sono passati sei anni dalla fondazione della Fraternità, punta di diamante del variegato movimento anticonciliare, espressione più completa delle sue ragioni.

Tre decenni dopo, il decreto della Congregazione dei vescovi rimuove la scomunica di Giovanni Paolo II contro i quattro vescovi consacrati illecitamente da mons. Lefebvre.

La revoca è firmata dal prefetto della Congregazione, ma la decisione, com'è ovvio, era stata di Benedetto XVI.

Giovanni Miccoli traccia la storia della Fraternità e dell'atteggiamento assunto nei suoi confronti dai papi nei quasi cinquant'anni successivi al concilio.

L'interesse che una tale storia presenta è molteplice: la relazione tra Roma e la Fraternità è illuminante per capire la realtà e i caratteri della drastica contrapposizione che si espresse all'interno del concilio, un vero e proprio scontro fra due modi diversi di pensare e vivere il cristianesimo e la Chiesa.

Ma anche per indicare in quale direzione papato e curia hanno inteso di volta in volta dirigere la Chiesa cattolica, sia in riferimento alla sua vita interna sia nei suoi rapporti con gli 'altri'.
(dal sito di Laterza)
Grazie per l'ospitalità

Cordiali saluti
Isabella Pugliese
Segretaria del Centro Veritas

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