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Rinato il Centro Universitario Teatrale di Ateneo

Dopo anni di attesa, torna sulle scene il Cut, Centro Universitario Teatrale dell’Ateneo.Solamente sei mesi fa era ancora “un sogno” su un copione, ma dalla settimana scorsa invece, è un sogno che si è realizzato.Dopo anni di assenza dai palchi...

Dopo anni di attesa, torna sulle scene il Cut, Centro Universitario Teatrale dell'Ateneo.
Solamente sei mesi fa era ancora "un sogno" su un copione, ma dalla settimana scorsa invece, è un sogno che si è realizzato.
Dopo anni di assenza dai palchi triestini, infatti, giovedì presso la Sala Conferenze Erdisu, è andata in scena la "prima" del nuovo spettacolo del Cut, il Centro universitario Teatrale di Trieste.

Un lavoro non semplice quello affrontato da Marco e Federico, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell'associazione, quella di ricreare un gruppo di aggregazione tra i banchi dell'Università cittadina.
I corsi, tenuti da Aldo Vivoda, già conosciuto sulle scene triestine per la sua compagnia Petit Soleil, sono iniziati lo scorso febbraio, e dalla partecipazione massiccia di studenti è stato chiaro fin da subito che all'Università di sentiva la mancanza di un gruppo che permetta ai ragazzi di esprimersi, al di la dei successi universitari.
La scelta dello spettacolo a conclusione dei corsi è caduta su una commedia di Shakespeare di fine '500, Sogno di Una Notte di Mezza Estate appunto, della cui regia si sono occupati lo stesso Vivoda assieme a Valentina Milan.
Il lavoro rappresentato dai giovani non è stato svolto solamente sul preparare le scene, imparare il copione e apprendere i meccanismi di scena, ma si son occupati di tutto, musiche, scenografie e costumi. Detta così, sembrerebbe che la commedia sia rudimentale o casalinga: tutt'altro, e il loro successo non è stato casuale.
Nei volti degli "attori" prima dell'inizio dello spettacolo si leggeva chiaramente l'emozione, la paura, le incertezze e l'adrenalina tipica di chi, per la prima volta nella sua vita, doveva esibirsi davanti ad un pubblico.
Tutto ciò è svanito nel giro di un lampo, dallo spegnersi delle luci in sala fino all'accecante luce dei riflettori di scena.
La sala Erdisu era pienissima, si contavano duecento persone, forse di più visto che molti si son dovuti accontentare di gustarsi la commedia in piedi.
Non erano presenti solo amici, parenti o familiari, ma anche molti curiosi, attratti dalla pubblicità fatta all'interno dell'ateneo.
Uno scroscio di applausi ha ripagato gli attori alla fine delle due ore, ringraziandoli di tutte le ore di lavoro che si son sobbarcati nei mesi scorsi.
In quel momento nei loro occhi non c'era traccia dei sentimenti di prima, avevano lasciato spazio alla commozione e alla consapevolezza che è stato un successo, non solo personale.
Per tutti gli spettatori al termine è stato chiaro cos'era avvenuto quella sera, sotto i loro occhi, dei futuri Dottori hanno realizzato un sogno di una sera di inizio estate.

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