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Riproposta: " senza Confini".La Storia del Commissario Palatucci e degli Ebrei Fiumani Stasera su Rai uno con Sebastiano Somma

Senza confini: La storia del commissario PalatucciIn onda: 23:25 - 01:30  Durata: 125 minuti1938: il giovane funzionario di polizia Giovanni Palatucci arriva a Fiume come commissario addetto all'ufficio stranieri della questura locale. Con la...

Senza confini: La storia del commissario Palatucci
In onda: 23:25 - 01:30 Durata: 125 minuti

1938: il giovane funzionario di polizia Giovanni Palatucci arriva a Fiume come commissario addetto all'ufficio stranieri della questura locale.
Con la collaborazione del maresciallo Maione e di altri colleghi delle questure limitrofe, Palatucci approfitterà del suo ruolo per soccorrere segretamente i profughi, per la maggioranza israeliti, ed aiutarli a scappare.

Con Sebastiano Somma, Chiara Caselli, Umberto Bellissimo, Antonella Fattori, Arturo Paglia, Stefano Calvagna, Vanni Corbellini, Massimo Wertmüller, Mattia Sbragia, Omero Antonutti, Vittorio Debisogno, Mariano Rigillo, Renato Scarpa, Hermann Weiskopf, Sergio Fiorentini, Andrea TassoneSceneggiatura Angelo Pasquini
Regia di Fabrizio CostaUna produzione RAIFICTION realizzata da Sergio Giussani per Sacha Film Company

DA WIKIPEDIA:
Giovanni Palatucci (Montella, 31 maggio 1909 - Dachau, 10 febbraio 1945) è stato un poliziotto italiano, commissario di pubblica sicurezza. Medaglia d'oro al merito civile per aver salvato la vita a migliaia di ebrei durante la Seconda guerra mondiale e, per questo, anche nominato Giusto tra le nazioni. È venerato col titolo di Servo di Dio dalla Chiesa cattolica.

Biografia

Nato a Montella, nella provincia di Avellino, da Felice e Angelina Molinari, era nipote di Giuseppe Maria Palatucci, Vescovo di Campagna. Compì gli studi ginnasiali presso il "Ginnasio Pascucci" di Pietradefusi ed il Liceo nella non lontana Benevento. Dopo la maturità, svolge nel 1930 il servizio militare a Moncalieri come allievo ufficiale di complemento, iscritto al Partito Nazionale Fascista, nel 1932 consegue la laurea in giurisprudenza a Torino. Nel 1936 giura come volontario vice commissario di pubblica sicurezza. Nel 1937 viene trasferito alla questura di Fiume come responsabile dell'ufficio stranieri e poi come commissario e questore reggente.

Nella sua posizione ha modo di conoscere l'impatto che le leggi razziali hanno avuto sulla popolazione ebraica. In quel contesto, cerca di fare quello che la sua posizione gli permette e in una lettera ai genitori scrive: «Ho la possibilità di fare un po' di bene, e i beneficiati da me sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie. Di me non ho altro di speciale da comunicare».

Potendo aiutare gli ebrei a salvarsi dalle persecuzioni, si rifiutò di lasciare il proprio posto anche di fronte a quella che sarebbe stata una promozione a Caserta. Nel marzo del 1939 un primo contingente di 800 ebrei, che sarebbe dovuto essere consegnato alla Gestapo, venne fatto rifugiare nel vescovado di Abbazia grazie alla tempestività con cui Palatucci avvisò il gruppo del pericolo che lo minacciava.

Un calcolo approssimativo ha stimato in circa 5.000 il numero di persone che Giovanni Palatucci aiutò a salvarsi durante tutta la sua permanenza a Fiume.

Nel novembre 1943 Fiume, pur facente parte della Repubblica Sociale Italiana, di fatto entrò a far parte della cosiddetta Adriatisches Küstenland, ossia il "Territorio d'operazioni del litorale Adriatico", controllato direttamente dai nazisti per ragioni d'importanza strategica ed il comando militare della città passò al capitano delle SS Hoepener. Pur avvisato del pericolo che correva personalmente, decise di rimanere al suo posto, far scomparire gli archivi contenenti informazioni sugli ebrei fiumani e salvare più persone possibili.

Il Console Svizzero di Trieste, un suo caro amico, gli offrì un passaggio sicuro verso la Svizzera, offerta che Palatucci accettò ma inviò al suo posto la sua giovane compagna ebrea.[1]

Contattati i partigiani italiani, cercò di coordinare una soluzione politica post-bellica per il territorio di confine fiumano, proponendo l'istituzione di uno "Stato Libero di Fiume", onde evitare che questo territorio, che correva il rischio di dover venir ceduto dall'Italia alla Jugoslavia, mantenesse una sua indipendenza. Le spie tedesche però diedero informazioni sulla sua attività. Per contrastare ulteriormente l'azione dell'amministrazione nazista, vietò il rilascio di certificati alle autorità naziste se non su esplicita autorizzazione, così da poter aver notizia anticipata dei rastrellamenti e poterne dar avviso. Inoltre inviava relazioni ufficiali al governo della Repubblica Sociale Italiana, dalla quale formalmente Fiume dipendeva, pur essendo di fatto occupata e controllata direttamente dalle truppe naziste, per segnalare le continue vessazioni, le limitazioni nello svolgere le proprie attività ed il disarmo a cui i poliziotti italiani della questura di Fiume erano stati assoggettati dai tedeschi.

Il 13 settembre 1944 Palatucci viene arrestato da Herbert Kappler, tenente colonnello delle SS, e tradotto nel carcere di Trieste. Il 22 ottobre viene trasferito nel campo di lavoro forzato di Dachau dove morì pochi giorni prima della Liberazione, a soli 36 anni.
Riconoscimenti

Nel 1990 lo Yad Vashem lo giudica Giusto tra le nazioni.

Il 15 maggio 1995 lo Stato italiano gli ha conferito la Medaglia d'oro al merito civile con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«Funzionario di Polizia, reggente la Questura di Fiume, si prodigava in aiuto di migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo ad impedirne l'arresto e la deportazione. Fedele all'impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi personali continuava, malgrado l'occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all'arresto da parte della Gestapo e alla sua deportazione in un campo di sterminio, ove sacrificava la giovane vita.»
- Dachau - 10 febbraio 1945

Processo di canonizzazione. Il 21 marzo 2000 il Vicariato di Roma ha emesso un Editto per l'apertura del processo di beatificazione di Giovanni Palatucci, avvenuta il 9 ottobre 2002. Inoltre, in occasione della cerimonia ecumenica Giubilare del 7 maggio 2000, papa Giovanni Paolo II lo ha annoverato tra i martiri del XX Secolo; nel 2004 si è conclusa la fase diocesana del processo di canonizzazione ed è stato proclamato Servo di Dio.

Il 29 maggio 2009 è stato emesso un francobollo commemorativo in suo onore[2].


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