Addio al maestro di calcio Sergio Vatta, plasmò generazioni di campioni

Era nato a Zara nel 1937 e quest'anno avrebbe compiuto 83 anni. Simbolo soprattutto del Torino, non aveva mai dimenticato le terre che aveva abbandonato

Se pensi a Sergio Vatta, morto oggi all'età di 82 anni, la mente ti riporta al tempio del Filadelfia a quei tanti ragazzi che quest'uomo, nato a Zara il 5 ottobre del 1937, ha saputo plasmare, facendoli diventare professionisti del calcio. Di serie A, serie B, della Nazionale. La sua carriera calcistica, giocata, ha fatto tappa all'Aquila, alla Triestina, al Campobasso e al Fano. Come allenatore, invece, nel 1973-74 vinse la serie D con la Junior Casale, che poi portò anche in C1. Altre tappe furono quelle di Fano, Ancona, Ivrea, Asti e Vercelli. 

Ma di lui si ricordano i successi nel mondo giovanile. Soprattutto nel suo amato Toro. Quindici gli anni passati sotto la Mole, dal 1976 al 1991. E, inevitabilmente, furono 15 anni di successi. Due gli scudetti Primavera vinti, nel 1984-85 e nel 1987-88. Due gli scudetti Berretti. Sei le Coppe Italia vinte: 82-83, 83-84, 85-86, 87-88, 88-89, 89-90. Quattro tornei di Viareggio: 84-85-87-89. 

"Vincere è bello, ma vedere un tuo ragazzo che diventa professionista, che si afferma nel mondo del calcio è la più bella vittoria che ci possa essere nella vita di un allenatore", disse non molti anni fa a Venaria, durante un evento pubblico sportivo dove protagoniste erano le ragazze che giocavano a calcio. E il calcio femminile fu un'altra importante tappa della sua carriera sportiva.

E di quei ragazzi lanciati nel calcio che conta, come dimenticarsi di Roberto Cravero, Diego Fuser, Benito Carbone, Gigi Lentini, Andrea Mandorlini, Dante Bertoneri, Bobo Vieri, Roberto Rambaudi, Sandro Cois, Antonio Comi. Ma l'elenco è talmente lungo che potrebbe tappezzarsi l'intero Filadelfia. Non solo vittorie con il Toro ma anche la sua più cocente delusione da allenatore: il 1989, l'anno del ritorno in B in una stagione da dimenticare. Subentrò a Claudio Sala e non riuscì a evitare la caduta nel purgatorio della cadetteria. 

Dopo il Toro, Vatta entra in Figc, come allenatore e responsabile delle Under 16 e Under 17, prima di passare a guidare, per l'appunto, la Nazionale femminile, portandola a giocarsi la fase finale dei mondiali. Poi la Lazio, dove patron Cragnotti lo prese per far diventare il settore giovanile un gioiello a livello italiano. E Vatta vinse lo scudetto con la Primavera e con i Giovanissimi: un caso? Assolutamente no.  

La Grecia, come responsabile del settore giovanile del Paok Salonicco, e l'Alessandria, come dg dei grigi, gli ultimi incarichi di una storia più unica che rara. Un uomo che ha fatto la storia del calcio italiano e che mancherà. Tanto. 

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