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Martedì, 30 Novembre 2021
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Lo Scorso Concerto dei Toto a Majano negli Occhi ...E Orecchie di Gianfranco Terzoli

DI GIANFRANCO TERZOLI MAJANOTrentacinque anni di musica onorati in... Toto. E' l'unica descrizione possibile del concerto perfetto andato in scena il 31 luglio a Majano sotto l'ottima organizzazione di Azalea Promotion in collaborazione con Pro...

DI GIANFRANCO TERZOLI
MAJANO
Trentacinque anni di musica onorati in... Toto.
E' l'unica descrizione possibile del concerto perfetto andato in scena il 31 luglio a Majano sotto l'ottima organizzazione di Azalea Promotion in collaborazione con Pro Majano, Turismo Fvg e Live Nation.
I migliori strumentisti del mondo - cos'ì li ha definiti uno mica da ridere, tale Eddie Van Halen - non si smentiscono e nell'unica tappa del Nord Italia del loro tour europeo fanno impazzire 4000 fan, molti dei quali, almeno 1500, provenienti dai Paesi vicini (ma per la loro longevità artistica, qualità e originalità i Toto meriterebbero gli stadi più di altri sopravvalutatimusicisti odierni).
Niente fanatismo, che non appartiene nè alla band nè al suo pubblico: solo tanta,tanta sostanza, musica con la M maiuscola ed esecuzioni di alta (altra) scuola per
Steve Lukather, Steve Porcaro, David Paich, Joseph Williams, Simon Phillips & C.
Si comincia puntuali alle 21.30 con un rispetto per il pubblico degno della professionalità del supergruppo di Los Angeles, e fin dalle prime battute scandite da bianchi fari penetranti, svise di chitarra e acuti di voce e tastiere si intuisce che i Toto ci sono e quando il rock chiama, rispondono presente.

Ad aprire le danze ¨ Only the children e subito si capisce che aria tira: quella di una serata da ricordare.

Dietro al piano spunta la tuba di Paich, davanti una scritta Toto con lo spray bianco.

Sul fondo, il simbolo della band: la spada che trafigge l'anello che reca inciso l'anno 2012.

"Su le mani" ordina un Williams tornato all'antica, smagliante forma (almeno vocalmente parlando).
Una grossa presenza, la sua, in un total black caratterizzato da baschetto nero e cravatta verde fluo. Hydra e St. George and the Dragon sono un'esplosione di rock e mostrano la dimensione migliore della band.
Phillips alla batteria ¨ un treno che non deraglia mai, alla chitarra, Lukather con catenona di metallo ancorata ai jeans neri, fa paura più della fantasia della sua camicia.

"Rosanna" salutata dal primo di tanti boati che si succederanno fino al termine in due ore di musica suonata come da manuale e impreziosita da virtuosismi da brivido; tutti a battere le mani per un lungo e ispirato finale jazzy condito da un assolo di chitarra da pelle d'oca.

Commozione per il pubblico e per i tre membri storici quando Lukather ricorda i 35 anni della band "Sembra ieri quando abbiamo iniziato: era il 1977",
imbraccia la chitarra acustica e via con la lenta Lea. La serata si riaccende con Could This Be Love poi ancora un momento struggente con I Won Hold You Back.

Si riprende ritmo con We Can Make It Tonight su cui Williams si asciuga la fronte dopo aver saltellato per tutto il palco.

Pamela, cantata in coro da tutto il campo sportivo, tradisce tutta la propensione per la fusion (ultimo amore musicale solista di Lukather), l'R&B e il soul - grazie alla presenza di Nathan East al basso e dei due coristi Jenny Douglas-McRae e Mabvuto Carpenter di questa formazione dei Toto (che pure suonano ed eccellono in tutto, anzi tutti i generi, da cui il loro nome).

Peccato che in scaletta non ci sia stato spazio per una canzone-simbolo di questo crossover, Georgy Porgy eseguita invece a Cattolica il giorno prima.

Ma ci si può consolare con una splendida versione (cover non sembra il termine corretto essendone Steve Porcaro l'autore assieme a John Bitten) di Human Nature portata al successo da Michael Jackson.
"Grazie" esclama Lukather e ricorda in un caloroso abbraccio di applausi la famiglia Porcaro: sono vent'anni che Jeff se n'è andato e anche il fratello Mike malato da tempo.

Il tour, come quello precedente, serve a raccogliere fondi per aiutarlo contribuendo alle costose cure.
Sul palco si susseguono momenti da incorniciare.

Paich sembra Elton John, frac e tuba che più volte si toglie giocando col pubblico e finendo per estrarne una bottiglietta d'acqua dopo aver finto di chiedere un obolo.

Ma tutta la band pare divertirsi: Lukather e East si muovono come allo specchio,

Porcaro ondeggia alla tastiera e suona con una mano dietro la schiena, Williams e Paige si abbracciano. Il pubblico segue attento e non risparmia applausi e
battiti di mano a tempo.

Su Manuela run magistralmente cantata da Paich si scatena l'inferno, con i musicisti a battere le mani e invitare tutto il pubblico a farlo. Non manca
una dedica di Lukather a tutte le belle ragazze italiane e su Stop loving you ovazione, tutti a cantare all'unisono con le luci fisse sul pubblico.

Chitarra e basso si avvicinano e Williams, per non essere da meno, imbraccial'asta del microfono prima di sistemarsi accanto a Porcaro.

Lukather non si ferma mai e passa da un lato all'altro del palco regalando pezzi di bravura e sorrisi senza soluzione di continuità .
Il muro di suono si erge al massimo.

E' il momento più intenso della serata: chitarra e basso a duettare sotto la batteria e sfidare un monumentale Phillips a chi tira la nota più lunga.
Epico.

Ma il bello deve ancora venire. "Hold the line" il manifesto dei Toto del 2012 con la cantante a duettare con Williams: la prima hit planetaria della band
diventa soul che vira nuovamente al rock per un finale col botto, standing ovation (ideale, perchè la gente ¨ già tutta in piedi sotto il palco dal primo minuto) e inchini alla platea.

Sono le 23.05. Arrivano a gran richiesta i bis, aperti da Africa.

In una "special night" così la definisce Lukather.

Sul palco a sorpresa salgono venti coristi inattesi: il vocal group sloveno Perpetuum Jazzile: tra rumori di savana e percussioni tribali simulate, una lunghessima e suggestiva versione del brano più famoso del gruppo si stempera, sempre più piano, fino al tripudio conclusivo.

A suggellare lo show, un brano di Jimmy Webb contro la guerra del 1988 da The seventh one: inno rock pacifista per l'apoteosi finale con inchini e foto dei musicisti al pubblico mentre sul palco spunta una tricolore sventolato dalla corista che recita: "Benvenuti a casa Toto". Davvero, benvenuti. Meglio, bentornati,
sperando che questo non sia davvero l'ultimo tour.

Set list

Only the
Children
Hydra
St. George and the Dragon
Rosanna
Lea
Could This
Be Love
I Wonâ??t Hold You Back
We Can Make It Tonight
Pamela
Human
Nature (Michael Jackson cover)
Manuela Run
How Many
Times
Carmen
Stop Loving You
Hold the Line
Africa
Home Of The
Brave

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