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La più brutta Triestina dell'anno scaccia la maledizione dei pareggi e supera il Carpi

Prestazione insufficiente sul piano del gioco ma un'incornata di Gomez regala tre punti fondamentali alla squadra di Pillon. Domenica prossima la difficile gara in trasferta a Sambendetto del Tronto

La più brutta Triestina della stagione mette fine alla striscia di sei pareggi consecutivi e porta a casa tre punti importantissimi grazie ad un’incornata di Gomez. In un Rocco sferzato dalle raffiche di Bora e reso scivoloso dalla scelta di annaffiare il manto erboso prima della partita, Bepi Pillon schiera un 4-3-1-2 riconfermando la difesa titolare e modificando l’assetto offensivo con Mensah dentro dal primo minuto.

Il match è spigoloso, brutto e giocato sotto ritmo da ambo le parti. Nel primo tempo non c’è praticamente niente da registrare se non una sgroppata di Mensah sulla sinistra, una conclusione dalla distanza di Giorico che finisce alta ed un filtrante del Carpi che sorprende la difesa rossoalabardata senza che nessuno degli attaccanti ne approfitti. L’Unione mantiene un possesso palla sterile, che subisce alcune accelerazioni solo quando la palla finisce tra i piedi di Sarno o sugli esterni con Lopez e Lepore precisi nei cross.

Mensah continua nella sua personale battaglia con la sfera, Gomez non riesce a trovare l’occasione giusta e Giorico passeggia a centrocampo senza imprimere la necessaria rapidità alla manovra. Lambrughi commette un fallo per evitare il peggio e riesce a farsi ammonire, andando così a saltare la prossima gara in programma domenica a Sambenedetto del Tronto. Il primo tempo si conclude così, con la sensazione che la partita andrà incontro all’ennesimo pareggio.

Le pagelle: poche le sufficienze, Gomez davanti a tutti

La ripresa

All’ingresso in campo Pillon inserisce Litteri per Sarno (cambio così così, visto che il trequartista era stato comunque uno dei meno peggio) ma la musica non cambia. Una Triestina lenta ed impacciata, non si rende quasi mai pericolosa e col passare dei minuti, come capita sempre nel calcio, sono gli avversari a prendere coraggio.

Dopo dieci minuti, si assiste alla prima vera emozione del match. Il Carpi esce bene da una situazione a metà campo e riparte in contropiede. La bella combinazione del reparto offensivo fa finire il pallone sul mancino di Giovannini che incrocia bene verso la porta di Offredi che si allunga e smanaccia in calcio d’angolo. In questa fase è la squadra ospite a condurre le danze e alcune ripartenze mettono Lambrughi e compagni in difficoltà. In una di queste occasioni è proprio il Carpi ad andare in vantaggio ma la rete viene annullata per fuorigioco.

Il match continua a brillare per confusione, con errori tecnici che neanche nelle categorie inferiori si vedono e un ping pong degno di altre discipline sportive. Calvano tenta di dare la scossa alla squadra, Pillon inserisce anche Rapisarda al posto di Rizzo e da uno spiovente di Lopez che finisce sulla testa di Gomez, ecco che arriva l’insperato goal dei greghi. La rete rappresenta una liberazione per tutta la squadra e anche se non succede praticamente più nulla, l’Unione scaccia i fantasmi del settimo pareggio consecutivo e conquista tre punti fondamentali per il prosieguo della stagione. Nonostante la prestazione complessiva sia più vicina all’insufficienza, per ottenere una vittoria a volte ci vuole anche un po’ di fortuna.

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