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Le storie che strappano un sorriso

Dall'Nba al campionato Uisp: l'ala dei Nuggets a Trieste, Vlatko Čančar "Busca" per una sera

La notizia è datata fine agosto ma la pagina Facebook "L'umiltà di chiamarsi Minors" l'ha pubblicata solo nei giorni scorsi. L'ideatore di tutto, Simone Iesu: "Numero uno vero". La storia di quando tra professionisti e dilettanti non c'è nessun confine

Dai ventimila spettatori del The Can al primo allenamento di una squadra del campionato Uisp del Friuli Venezia Giulia. Non è la prima volta che un campione Nba in incognito accetta una sgambata tra amici ma questa volta il nascondiglio è stato svelato grazie ai social. Battute a parte, la storia racconta di Vlatko ?an?ar, ala dei Denver Nuggets che la scorsa estate ha partecipato all'allenamento dei Buscaglieros, allegra compagine cestitstica facente parte, a pieno titolo, di quel mondo "minors" e che porta avanti con orgoglio la missione del fiero dilettantismo. 

L'invito e quell'amico dell'amico

La notizia del "ragazzone di Capodistria" all'Allianz Dome di Valmaura - sì, proprio il tempio della Pallacanestro Trieste - è da retrodatare alla fine di agosto del 2021 ma è apparsa sulla pagina Facebook "L'umiltà di chiamarsi Minors" solamente nei giorni scorsi. Su Instagram qualcosa era già stato pubblicato in quei giorni, ma non con la potenza di fuoco di una delle fanpage più celebri del basket italiano. Tutto parte da un invito buttato lì, un po' a caso, nel tradizionale tentativo di vedere l'effetto che fa. Il richiamo, è probabile, diventa una sorta di tribale tam tam, col sogno di un tifo da curva Nord anche durante l'allenamento serale. Lo provano a contattare tramite un amico di ?an?ar, che è molto amico di un amico che veste Busca che al mercato suo padre comprò. 

"Potrebbe anche venire", "Ma figurite"

In realtà, nonostante la scherzosa citazione di Branduardi, quell'amico ha un nome e cognome. Si tratta di Simone Iesu, volto noto nel panorama cestitisco nostrano e negli anni divenuto amico di ?an?ar. Si incontrano a Capodistria, la prima volta. Poi, si incrociano altre volte fino a diventare buoni amici. E' lui a chiedere al campione sloveno, senza troppi giri di parole, di fare un allenamento con i Busca. La stella di Koper dice subito di sì, ma la squadra è quasi totalmente all'oscuro di tutto. Forse è trapelato qualcosa, ma quell'iniziale speranza si infrange sul "ah, niente" che mette la parola fine al sogno e restituisce alle speranze collettive un approccio decisamente più realista. 

"Nessuno sa niente" (tranne Simone)

L'aspettativa si affievolisce ma non scalfisce il carattere di questa squadra, in bilico tra le ali dell'entusiasmo che solo una giornata di Bora può produrre e quel tornare immediatamente con i piedi per terra tipico delle genti di frontiera. Comunque, ci si allena all'Allianz Dome, quindi si presentano in 25, quella sera. "Xe mejo che te vien allenarte oggi" dice Iesu a Gianluca Fantinel, presidente della squadra. Al netto di ciò che viene raccontato poi nella pagina Facebook, nessuno sa niente. 

La maglia al contrario: "A Denver mi fanno un mazzo così"

Simone invece sì. Ad un certo punto, un SUV "ignorante" si fa riconoscere nel parcheggio dell'Allianz Dome. "È lui - scrivono nel post -, ma non lo sapeva nessuno. L'entusiasmo cresce, adrenalina a mille: tutti vogliono stare nella metà campo con lui. Fa tutto l'allenamento con noi. Umilissimo, fino alla fine: noi sudati abbestia, lui neanche una goccia". Alla fine fanno una classica foto di gruppo, per immortalare l'evento e poter dire "c'ero anch'io". "L'unica divisa che abbiamo è una M di un altro giocatore. Se la mette, ma al contrario: è molto simile a quella di Phila, e ci dice (in inglese) che a Denver gli avrebbero fatto un mazzo così. La UISP e la NBA non sono mai state così vicine come quel giorno. E meno male che Vlatko non si è fatto male. Numero uno, davvero".   

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