Venerdì, 30 Luglio 2021
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Difficoltà, maltempo e poche imbarcazioni: la prima di Yes non convince

Nella giornata conclusiva risultavano iscritte 91 barche ma in mare se ne sono viste poco più di 50. Gli organizzatori rivendicano la soddisfazione per l'edizione 0 e per aver riempito un periodo velico "morto" ma le ambizioni, anche in virtù degli annunci pubblici e del supporto finanziario dal Comune, erano sicuramente maggiori

Non si può parlare di flop totale ma le aspettative, dettate anche e soprattutto dai grandi annunci, erano sicuramente ben al di sopra del risultato finale. La prima edizione della Yacht Entertainment Show, un insieme di regate ed eventi velici spalmati su più giorni ed organizzati da Claudio De Martis e dallo Yacht Club Adriaco, ha messo in evidenza le ambizioni e le opere di un sodalizio che rivendica la soddisfazione “di aver portato in mare un po’ di persone in un periodo in cui non c’era niente” ma che ha dovuto fare i conti con più di qualche difficoltà organizzativa.

L’edizione 0, così la definiscono i vertici, ha potuto contare anche su un contributo di ventimila euro proveniente dalla tassa di soggiorno del Comune di Trieste. I soldi, come confermato dagli organizzatori, sono stati utilizzati per far pernottare alcuni partecipanti, giornalisti ed altre persone intervenute in occasione dell’evento ma non sarebbero stati spesi interamente. Seppure registrando grande soddisfazione, il risultato finale della manifestazione (complice anche le condizioni metereologiche non sempre ottimali) non sembra aver ripagato del tutto la tanto annunciata e numerosa partecipazione. 

Se la prima edizione non risulta essere mai facile per nessuno, è altrettanto vero che nei giorni della Yacht Entertainment Show (che è riuscita comunque nell’intento di organizzare una regata in un periodo tutto sommato “morto” per la vela triestina) il vento non ha soffiato sempre dalla parte giusta. Il serenissimo triangolo velico Trieste-Pola-Venezia non ha mai raggiunto la Dominante (ufficialmente per il maltempo) e i Maxi presenti, che hanno concluso la gara a Pirano a causa dell’assenza di documentazione necessaria per raggiungere la laguna (questa la motivazione ufficiale fornita dall’organizzazione), erano soltanto sei (poi diventati quattro per il ritiro di due imbarcazioni). La regata per i più giovani ha visto l’adesione di un numero di optimist pari a circa 200 imbarcazioni (anche se gli addetti ai lavori ne hanno contate una sessantina di meno) e rappresenta, per gli organizzatori, l’evento più riuscito della manifestazione con grande partecipazione ed interesse da parte delle giovani promesse. 

Infine, nella giornata odierna l’annunciata “grande festa” ha visto sventolare nel golfo di Trieste poco più di una cinquantina di barche, compresi i cosiddetti “mostri” del mare (per l’organizzazione gli iscritti erano 91). Un evento certamente significativo (che tuttavia non c’entra con la rivista turistica Ies, pubblicata dalla Prandicom da oltre due anni) spalmato come si diceva su più giorni e con tanto di gazebi allestiti sulle rive (che nella giornata di oggi 18 luglio, ma anche nei giorni precedenti, non sempre sono stati presi d’assalto, anzi) e premiazioni in diretta Facebook. Insomma, un’edizione che al di là della “prima” avrebbe messo in evidenza alcune difficoltà di un evento presentato in pompa magna al cospetto della giunta comunale e della Federalberghi triestina.

Pubblicamente, nell’occasione della presentazione ufficiale De Martis e lo Yacht Club Adriaco avevano rigettato qualsiasi contrapposizione con la Barcolana anche se, di fatto, la manifestazione Yes ha inasprito le relazioni tra i due circoli velici, in un dibattito che per esser compreso fino in fondo deve necessariamente tener conto delle differenze tra le rive e Barcola. Sul sito di Yes nella serata di oggi 18 luglio si parla ancora di "migliaia di spettatori e di centinaia di barche". Magari nel 2022, in quell'occasione il vento potrebbe soffiare dalla parte giusta.  

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