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"Addio agli ultimi 'polmoni' di Muggia" la denuncia del comitato ambientalista

Muggiambiente: "Continua il depauperamento non giustificato delle alberature monumentali della cittadina di cui sono state per decenni i suoi polmoni"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Riceviamo e riportiamo il comunicato del comitato Muggiambiente:

Sembra che la sventura del Covid ,legata all' abuso umano dell ambiente, non sia stato un valido deterrente per chi continua ad abbattere i nostri veri polmoni, gli alberi. Ancora una volta è accaduto anche a Muggia, nel cortile della scuola N.Sauro dove echeggia il suono infausto delle seghe, ormai familiare nel nostro territorio. Cadono gli ultimi quattro pini monumentali di via D'Annunzio la cui unica colpa era di sfiorare col misero ciuffo delle sue fronde più alte un lato dell' edificio scolastico. Invano contattare le istituzioni il 31.12,con tanti altri giorni di ferie a disposizione, una data assai strana da scegliere per "decapitazioni" non gradite ai cittadini. Nessuno presente presso gli uffici competenti ,per dare loro una risposta.

E' stato dichiarato ieri ,nel pomeriggio, dal Comune che , solita scusa, gli alberi costituivano un pericolo per alunni e passanti. I pini ,offerti a fine anni '50 da una famiglia che aveva dato il terreno della scuola,erano sani, e non erano mai stati piegati o danneggiati da bore, terremoti,o allagamenti. Nè i loro poveri rami, capitozzati da amministrazioni precedenti, potevano cadere in strada. Di rami laterali i pini non ne avevano più grazie alle mani inesperte o ordini discutibili dall'alto ,di alcune precedenti ditte, a cui anche nel 2020 è stato rinnovato un lauto contratto a spese dei contribuenti. I fondi concessi al Comune per il verde della cittadini sembra siano stati usati ad ora principalmente per l'eliminazione dei nostri alberi più antichi e più belli. Il 2020 è stato un anno infausto non solo per il Covid ma anche per l' eliminazione studiata a tavolino di tutti quegli alberi vetusti e monumentali, che in realtà, secondo esperti, erano per lo più sani o recuperabili.

Ed ecco cadere sotto la scure i quattro pioppi monumentali di via di Trieste; gli alberi ed arbusti fioriti nel giardino di una villa in via D'Annunzio rasi al suolo da una ditta edile, col tacito consenso del Comune; pini altissimi presso un palazzo in via XXV Aprile; due alberi da frutto nel parcheggio soffocato dall' asfalto del campo sportivo, gli alberi in strada della Luna, quelli adulti in via del Lazzaretto che trattenevano con le loro radici quell'arenaria che aveva già causato crolli ed un lutto; gli ippocastani del Teatro Verdi e di via Frausin, per lo più sani, sostituiti da lecci lentissimi a crescere, con chiome che saranno un giorno più alte e ampie di quelle che hanno spinto l'Amministrazione Comunale ad abbatterli. Ahimè sembra che i nostri pini verranno sostituiti anche nella scuola Sauro da simili alberature.

Ma chi se ne importa degli alunni che per decenni giocheranno sotto il sole cocente che già inizia in primavera, su un giardino di plastica che non lascia respirare il terreno; o dell'aria buona che noi respiravamo , e la frescura di cui noi godevamo;e chi se ne importa dell 'ambiente, dell'uso smodato ma necessario dei climatizzatori a cui la mancanza d'alberi ci obbliga ; o dell aria inquinata dal traffico intenso di via D'Annunzio a cui anche i tre pini di un giardino adiacente alla scuola, tagliati senza il permesso del Comune,provvedevano;e ancora , ci si infischia della posatura e nidificazione dei pochi uccelli rimasti. Sebbene ci siano già chiare normative del Comune sull' edilizia che comprendono anche disposizioni sulla piantumazione e sostituzione degli alberi , sembra che ad ora non siano state applicate.

Crediamo che un'istituzione non può decidere con un clic sull'aria che respiriamo, senza consultare i cittadini , nel rispetto delle nostre esigenze di salute, la nostra storia e quelle tradizioni e ricordi a cui gli alberi centenari son legati. Pochi sono ormai i vecchi alberi rimasti, dai platani in via Roma a quelli in via D'Annunzio, ma se in due anni sono stati spazzati via tutti i nostri alberi più vetusti, c'è ancora speranza per quella falce lugubre senza pietà di infierire contro i nostri platani che si ergono ancora alti e schietti,ultimo baluardo del nostro antico verde cittadino. Il Comitato Muggiambiente chiede al Comune la perizia di un tecnico o agronomo , che giustifichi questo ultimo scempio che mai più dovrà avvenire nel nostro territorio.

Il Comitato Muggiambiente.

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