Arte urbana, "Toys?": 800 bambole contro la violenza sulle donne

L’opera d’arte TOYS? mette in evidenza come molte donne e bambine in tutto il mondo siano trattate come merce, vittime di violenza o trafficate da un paese all'altro come fossero giocattoli. Le artiste gettano a terra ottocento bamboline nude in uno spazio urbano. Il processo è facilitato dall’artista Anna Piratti.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

TOYS? installazione interattiva con 800 bambole di/con Anna Piratti e Silvia Gribaudi. L’opera d’arte TOYS? mette in evidenza come molte donne e bambine in tutto il mondo siano trattate come merce, vittime di violenza o trafficate da un paese all'altro come fossero giocattoli. Le artiste gettano a terra ottocento bamboline nude in uno spazio urbano. Un modello unico di corpo plastificato, merce tra le merci. La scena è desolante, ma dura pochi istanti. Il focus dell’opera non è infatti la violenza, che già rimbalza prepotentemente ai nostri occhi ogni giorno, ma è la prossimità.

L'installazione

Per aprire una prospettiva di rinascita le artiste invitano i passanti a prendersi cura delle bamboline bistrattate, predisponendo pezzi di tessuto bianchi e nastrini rossi con i quali coprirle, vestirle, confortarle. Per poi adagiarle tutte insieme in un angolo della piazza, identificato come safe zone. L’installazione TOYS? pone la domanda “Sono questi a terra semplici pezzi di plastica?” la risposta che si auspica è “No, queste bamboline rappresentano degli esseri umani”. Di conseguenza l’azione artistica è un esplicito invito a fare qualcosa nel proprio quotidiano per cambiare lo status quo. Una sorta di solidarietà a km zero che rinforzi le basi di una società di uomini e donne fondata sul rispetto reciproco.

Il potenziale umano

“È chiaro - dicono le artiste -come non si possa riscattare la vita di quanti sono vittime di violenza con una sola azione artistica. È tuttavia possibile accordare le nostre diverse sensibilità ed esprimere, con i mezzi che si hanno, il proprio potenziale umano. Affermando la dignità della persona come valore irrinunciabile”.

Le artiste

Toys? Nasce nel 2009 da un’intuizione dell’artista visiva Anna Piratti che concepisce l’opera come un’azione di piazza. Essenziale, visualmente dirompente, forte nella sua dolcezza, in cui gli autori sono i passanti occasionali, persone di qualsiasi età, estrazione sociale, credo politico o religioso. Uomini e donne. Nel 2012 entra a far parte del progetto la coreografa e performer Silvia Gribaudi che lo arricchisce con la sua visione e riflessione sul corpo e il movimento. L’unione delle due sensibilità fa sì che oggi l’opera si possa declinare in luoghi e situazioni diverse tra loro, dalla piazza, alla galleria, al teatro. Ferma restando la sua vocazione popolare. Nel senso più alto del termine. Incontro con l’autrice mercoledì 17 aprile 2019 Palazzo Gopcevich, Trieste.

È possibile oggi, senza forzare la sensibilità del pubblico, richiamare l’attenzione su temi di stringente attualità e promuovere comportamenti di reciproco rispetto prima di dover parlare di fatti di violenza già avvenuti? L’incontro con Anna Piratti è un momento di approfondimento e formazione sui linguaggi dell’arte contemporanea e sulla storia del progetto TOYS?. Attraverso il racconto di come si è sviluppata l’idea delle centinaia di bambole e di come ha preso corpo durante gli ultimi dieci anni, i partecipanti saranno introdotti alle modalità del linguaggio artistico e preparati per svolgere un ruolo consapevole durante la performance. L’incontrò seguirà una modalità interattiva, in forma di conversazione, con proiezione di video e immagini. Non è richiesta alcuna preparazione (studi artistici o simili). Creazione dell’installazione interattiva TOYS? sabato 20 aprile 2019 piazza Cavana, Trieste Centinaia di bambole sono gettate a terra, scomposte, malconce: un modello unico di corpo plastificato, oggetto di disinteresse e soggetto dei ricordi di gioco di ogni individuo che sia stato bambino.

Le artiste agiscono sul pubblico e con il pubblico, coinvolgendolo in quella che è la vera e propria performance. I passanti vengono invitati a prendere una bambola dal mucchio, ricomporla e rivestirla con il più elementare degli abiti: un fazzoletto di stoffa bianca tenuto in vita da un nastrino rosso. La bambola così sistemata viene posizionata in un’area apposita: la safe zone. Progressivamente le bambole passano dall’area di disordine e insicurezza a quella ordinata e sicura. TOYS? Mostra novembre 2019 Sala Fichte, Trieste L’incontro con l’autrice e l’installazione saranno documentate dal fotografo Michele Giotto. Gli scatti verranno esposti in una sede museale cittadina, da valutare se in presenza delle bambole. Anna Piratti collaborerà con Michele Giotto nell’allestimento della mostra.

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