"Vaccini e immunità di gregge" l'esperto analizza lo scenario che ci aspetta

L'epidemiologo triestino Fulvio Zorzut riflette sul futuro che ci aspetta in seguito alla grande vaccinazione di massa che il governo sta mettendo in atto per combattere la pandemia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Le campagne di immunizzazione sono importanti per i benefici che danno all'intera comunità, non solo ai singoli individui. Vaccinare le persone con un farmaco che ha un'efficacia buona vuol dire ridurre progressivamente la trasmissibilità e il tasso di contagiosità e, con il tempo, far sparire un'infezione ed innescare l'effetto gregge che nella situazione attuale avrebbe un orizzonte temporale che interesserebbe tutto il 2021 e che prevede l'adesione di almeno il 70 per cento della popolazione (42.000.000 di italiani).

Obiettivo 47 milioni di vaccinati

Con una efficacia del vaccino del 95 per cento significa che circa 3.600.000 di costoro non saranno protetti dal vaccino, quindi bisognerà, al minimo, arrivare a 46-47.000.000 di italiani vaccinati. La durata nel tempo della protezione immunitaria dei vaccini anti-Coronavirus deve ancora essere accertata. Premesso che i vaccini per le malattie infettive attualmente disponibili non possono causare malattia nei vaccinati, in questo caso mancano ancora dati certi sulla capacità del vaccino di prevenire comunque l’infezione e la sua trasmissibilità.

Cos'è l'immunità sterilizzante

Quando l'eliminazione del microrganismo avviene completamente, e quindi la persona che aveva il virus non è più infetta e non può essere contagiosa, si dice che l'immunità è "sterilizzante" ed è questo l'obiettivo da raggiungere in tutta la popolazione, altrimenti potremmo continuare ad avere delle persone senza sintomi, ma in grado di contagiare, sebbene vaccinate. Un'immunità non sterilizzante, come appare al momento con gli attuali vaccini anti Coronavirus, confermerebbe l'obbligo di precauzioni.

La posizione del ministero

Infatti il ministero della Salute consiglia, anche dopo essersi sottoposti alla vaccinazione (ciclo di due dosi), di continuare a osservare le buone pratiche di prevenzione, come indossare la mascherina, lavare spesso e accuratamente le mani e mantenere il distanziamento fisico, fino a che i dati sull'immunizzazione non evidenzieranno con certezza che, oltre a proteggere sé stessi, il vaccino impedisce anche la trasmissione del virus agli altri. Questo è il punto che richiede un approfondimento, infatti se non c'è la certezza che i vaccini anti Covid, attualmente disponibili, siano sterilizzanti, come si può confidare nella realizzazione di un effetto gregge?

La risposta

La risposta è fondamentale per la strategia vaccinale e le aspettative future, considerato anche che gli attuali vaccini, dopo tutte le considerazioni fatte, non sono autorizzati all'impiego sotto i 16 anni di età, circa otto milioni di abitanti, perdendo quindi, da subito, anche questa larga parte della popolazione. Stando così le cose, l'effetto gregge potrebbe non realizzarsi affatto. Per sciogliere questo dubbio saranno fondamentali gli ulteriori dati, che con il tempo si renderanno disponibili. Quello che è certo è che comunque questi vaccini rappresentano l'unica arma contro la pandemia, anche se i tempi richiesti per raggiungere dei risultati concreti che interrompano la circolazione del virus si potrebbero dilatare ben oltre l'anno corrente. 

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