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Moschee e polemiche, i musulmani di Trieste: "Invitiamo la Cisint a conoscerci"

Cosa ne pensano i musulmani delle tensioni tra comunità islamica e l'amministrazione comunale di Monfalcone? Si è celebrata il 10 aprile la festa per la fine del Ramadan, ma le celebrazioni nella città portuale erano state messe in questione dalla chiusura per ordinanza comunale di due centri utilizzati per la preghiera

"A Monfalcone ho visto negozi che vendono passeggini, mentre qui a Trieste non ce ne sono più. I musulmani a Monfalcone stanno riportando le nascite, l'economia gira, lavorano, hanno comprato case". Così parla un italiano, convertito alla fede musulmana dopo il matrimonio con una donna bengalese. Sono proprio bengalesi la maggior parte delle persone di origine straniera che vivono a Monfalcone rappresentando il 30 per cento della popolazione. "Suoi cittadini", come il presidente del Centro culturale islamico di Trieste Akram Omar vuole ricordare alla sindaca Cisint.

La sindaca e la sua amministrazione avevano disposto la chiusura di due centri islamici utilizzati come luoghi di culto. La decisione era dovuta a motivi di sicurezza in quanto il numero di presenti avrebbe superato la capienza massima e al fatto che gli edifici erano in origine destinati ad altre funzioni. Un'ordinanza confermata anche dal Tar che ha respinto il ricorso. Le celebrazioni si sono infine tenute nel piazzale dell'edificio di via Primo Maggio. Si tratta però di un'operazione che la comunità islamica ha vissuto come un tentato impedimento anche alla celebrazione collettiva di una festa così importante come il Ramadan. Gli intervistati invitano quindi la prima cittadina a conoscerli meglio per comprendere che "la maggioranza vuole soltanto vivere la propria cultura, la propria religione".

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