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La protesta dei rider invade le vie di Trieste: "No al cottimo, vogliamo ferie e salario minimo"

"Richiediamo l'applicazione del Contratto Collettivo Nazionale perchè ci vengano assicurati i diritti dei lavoratori subordinati: malattia, permessi, ferie e salario minimo"

 

Al grido di "diritti per i rider, diritti per i ciclisti", un centinaio di persone in sella alla propria bicicletta hanno invaso le vie di Trieste. La protesta si è tenuta oggi, 26 marzo, in occasione dello sciopero nazionale indetto dalla rete "Rider X i Diritti" che prevede la sospensione delle consegne per l'intera giornata, e la critical mass che ha preso vita questa sera alle 18.

Nel gruppo, sono stati una cinquantina i rider presenti che hanno voluto evidenziare le richieste alla base dello sciopero: "Lavoriamo a cottimo con contratti di collaborazione occasionale o di lavoro autonomo: più consegne facciamo, più soldi guadagniamo. Richiediamo l'applicazione del Contratto Collettivo Nazionale perchè ci vengano assicurati i diritti dei lavoratori subordinati: malattia, permessi, ferie e salario minimo. Il cottimo deve finire". "Rischiamo ogni giorno quando attraversiamo la città e ci muoviamo con le nostre biciclette. Vogliamo più tutele" hanno concluso.

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