Studenti stranieri a Monfalcone, Orioles contro Cisint

Marco Orioles dell'Università di Udine ribatte alla sindaca di Monfalcone Anna Maria Cisint dopo la decisione di limitare il numero di studenti stranieri nelle scuole.

Marco Orioles (foto tratta da facebook)

Marco Orioles, sociologo presso l'Università di Udine ha scritto un post sul caso di Monfalcone, dove la sindaca Anna Maria Cisint ha limitato la percentuale di studenti stranieri all'interno di due istituti. 

Il testo

Gentile sindaco Cisint, ho appreso dalla stampa della sua decisione di introdurre nelle scuole d’infanzia della sua Monfalcone un tetto del 45% di presenza straniera. Mossa che lascia fuori dalle aule e dalle stanze da gioco decine di bimbi bengalesi e di altre etnie, che lei vorrebbe veder iscritte nelle scuole di altri comuni.

Vede, sindaco: il suo atto, oltre a confliggere con il diritto di quei minori ad essere inclusi nel sistema scolastico, lancia un pessimo segnale. Non solo perché si conforma al clima imperante, nel quale gli stranieri sono considerati fonte di turbamento se non una minaccia all’ordine pubblico. Ma perché tratta di un gesto altamente diseducativo, dato che avviene in una città che ha oltre il 20% di residenti immigrati, arrivati a seguito della intensa domanda di lavoro espressa dal tessuto produttivo locale, che ruota attorno alla cantieristica. Senza la manodopera straniera, quelle splendide navi che Fincantieri sforna suscitando l’orgoglio di una intera nazione non vedrebbero probabilmente la luce. Lei decide così di ringraziare quei lavoratori cacciando dagli asili i loro figli, sulla cui pelle lei sta giocando una partita elettoralistica discutibile oltre che a evidente rischio di incostituzionalità.

Ma già, lei vuole tutelare quel 55% di italiani doc che, se affiancati da un sovrabbondante numero di scolari non italofoni, vedrebbero scadere la qualità del servizio. O così lei crede. Mi dica, sindaco Cisint: ne è proprio sicura? È convinta che i bimbi di Monfalcone, cui la politica e le sue battaglie sono estranee, cresceranno meglio se schermati dalla realtà?Mi riferisco a una realtà, quella della sua città, in cui la convivenza tra gruppi diversi è un dato acquisito da tempo. Cosa penseranno, un giorno, quei bambini autoctoni cui sarà spiegato che i loro compagni di gioco bengalesi dovevano essere tenuti alla larga? Diventeranno cittadini migliori?

Capisco che in questo momento la società italiana, e chi ha incarichi di governo, è alla ricerca di risposte di fronte alle sfide della società multietnica. Ma la sua risposta è sbagliata. Si metta nei panni di quei genitori e della loro prole: accetterebbe per sè il trattamento che sta riservando loro? Se un giorno dovesse emigrare, le piacerebbe essere inclusa nella società di arrivo o essere oggetto di trattamenti separati, come se fosse un corpo estraneo da cui tutelarsi?

Mi auguro che lei faccia un passo indietro. Che riconosca l’errore, e sviluppi maggiore sensibilità nei confronti della sua cittadinanza. Che, le piaccia o meno, è plurale. Non spetta al sindaco cambiare la demografia e le leggi economiche, le stesse che hanno richiamato nel suo comune centinaia di operosi lavoratori e famiglie al seguito. Governi, e lo faccia meglio, senza fare distinzioni speciose tra i destinatari dei suoi provvedimenti. Fare un passo indietro non è disonorevole. Lo fanno anche i bambini, quando fanno marachelle e vengono colti in fallo.

La foto è tratta dal profilo facebook dell'autore del testo. Avremmo voluto citare l'autore ma non è stato possibile per motivi tecnici. Rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti. 

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Commenti (12)

  • La vera discriminazione la fa Fincantieri che si permette di dare paghe diverse in funzione del colore della pelle. Su questo però nessuno dice nulla, neppure il sociologo.

    • Peca che se te savesi come funziona, te savesi che gita su appalti, quindi al ribasso. Se ai negri no va ben che i torni a casa loro

  • Orioles se non sta a un sindaco cambiare le cose, tantomeno sta a un sociologo far politica. Faccia uno o due passi indietro, come i bambini quando fan le marachelle. In altri civilissimi stati se non sai perfettamente la lingua del posto te ne vai punto e basta.

  • il prof. gran, uff. Orioles è un sociologo per cui ha sicuramente ragione. E poi c'è il rischio che la colf straniera non capisca gli ordini. Ah, devo dirvi proprio tutto su come funziona la vita dell'upper class radicalchic mondiale.

  • Caro sociologo sarebbe opportuno che gli stranieri conoscano la lingua del nostro paese altrimenti la qualità dell’insegnamento sarebbe veramente basso per cercare inutilmente di “portate a pari” i livelli di apprendimento. Io farei fare , come si fa nei paesi stranieri, un corso x insegnare la lingua e la cultura e poi se i bimbi hanno appreso adeguatamente li inserirei nelle classi con gli italiani. Provi ad andare in Australia negli USA o in Inghilterra senza sapere una parola di inglese.... mi scapa da ridere.... di sicuro non la metterebbero a scuola con gli inglesi e farebbero tutta questa polemica sterile.

  • Se gli stranieri si devono integrare devono necessariamente essere inseriti in classi dove gli italiani sono la maggioranza. Diversamente formeranno un gruppo a sè stante che si isolerà dalla componente autoctona. E se non ci sono abbastanza italiani per essere maggioranza nelle varie classi, o li cloniamo o distribuiamo gli stranieri nelle scuole delle frazioni vicine. Dove sta la discriminazione?

  • quelle meravigliose navi sarebbero ancora più meravigliose se equipaggiate da collaboratori nazionali è costruita da manodopera realmente italiana Ma la Fincantieri assume gli stranieri esclusivamente per un loro tornaconto e gli stessi stranieri esportando il loro danaro nelle loro città originali non producono alcun benessere Anzi creano crisi su crisi

  • mi domando perché non si aprono altre scuole??

    • Mi inveze me domando perchè no i li manda a scola in germania dalla merkel..... Basta !

  • Sono un freno alla scolastica, nulla hanno a vedere con i manovali cantierini.

  • Se scrivo io una lettera poi me la pubblicate?

  • Gentile Orioles, ma lo sa lei che questi bambini non sanno parlare l'italiano? Già un 45% di stranieri che a malapena parlano la ns lingua, è una quota molto alta che inficerebbe pesantemente sull'apprendimento dei tutti gli altri (45% compreso). Prendete tutto come atti di intolleranza, ma guardare magari alla realtà? Siccome l’insegnamento deve tenere conto del naturale sviluppo della persona e dei ritmi di apprendimento degli studenti è conseguenza diretta che quelle classi partirebbero con un rilevante handicap. Altre a ciò, creando classi dove la maggioranza è straniera oppure totale, la possibilità che gli autoctoni vengano "tenuti alla larga" è sicuramente maggiore di quella da lei professata.

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