Barcolana, i numeri: la regata porta a Trieste 71,5 milioni di euro

Al positivo impatto sull’economia locale della regata più grande del mondo si sommano anche 26,5 milioni di euro derivanti dalla valorizzazione economica della copertura mediatica e del ritorno di immagine a vantaggio dell’evento e della città di Trieste

La Barcolana50 ha portato a Trieste ben 71,5 milioni di euro. Il dato è emerso oggi, 6 febbraio, durante l'incontro con la Società Velica di Barcola e Grignano nel quale è stato pubblicato lo studio effettuato dal prof. Guido Guerzoni dell’Università Bocconi e partner della società B2G Strategy, che ha misurato il valore degli impatti economici, occupazionali, fiscale e comunicazionale dell’evento, quantificando la ricchezza prodotta a vantaggio di Trieste e del Friuli Venezia Giulia dalla cinquantesima edizione dell’evento, svoltasi nell’ottobre del 2018.

“Il dato che emerge - sintetizza il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz - è che la Barcolana è in grado di generare un guadagno economico per Trieste e il territorio pari a 71,5 milioni di euro. Ricchezza che arriva nell’ultimo trimestre dell’anno, e va a vantaggio di tutta la comunità: non si tratta di guadagni per la Barcolana, ma dell’impatto economico generato dall’evento sull’intero territorio, in particolare su Trieste, ma anche su tutta la Regione”.

Al positivo impatto sull’economia locale della regata più grande del mondo si sommano anche 26,5 milioni di euro derivanti dalla valorizzazione economica della copertura mediatica e del ritorno di immagine a vantaggio dell’evento e della città di Trieste. Un saldo economico globale superiore ai 95 milioni di euro, generato da un evento organizzato dalla Società Velica di Barcola e Grignano, che ha coinvolto secondo le stime più prudenti 234mila singoli individui, per circa 300.000 presenze complessive.

L'impatto economico

 L’analisi per stimare l’impatto economico sulla città è stata effettuata dopo aver condotto un’indagine demoscopica su un campione robusto di partecipanti all’evento, che ha consentito di suddividere il pubblico in diverse categorie (regatanti, escursionisti giornalieri, cittadini di Trieste, turisti residenti fuori dalla provincia di Trieste), calcolando le rispettive spese medie giornaliere, le permanenze medie in città (alcuni segmenti sono rimasti per più di due giorni) e aggiungendo a queste gli effetti indiretti e indotti dall’aumento di spesa sul territorio.

Per creare altrettanto valore per il territorio - si legge nello studio - Trieste dovrebbe avere una nuova azienda con 572 occupati full time, poiché il valore generato corrisponde appunto a 572 FTE, posti di lavoro/anno full time equivalenti.

“Abbiamo calcolato l’impatto economico - spiega il prof. Guido Guerzoni, che in Italia ha effettuato i principali studi di impatto economico dei festival letterari e delle mostre d’arte – utilizzando la più prudente delle metodologie standard adottata a livello internazionale, impiegata da oltre quindici anni per stimare l’impatto economico dei principali eventi culturali italiani, dal Festivaletteratura di Mantova a Pordenonelegge”

Il pubblico della Barcolana

 Lo studio effettuato dal prof. Guerzoni mette in evidenza che il pubblico della regata si divide in tre categorie: gli equipaggi e i turisti provenienti da fuori provincia, che si fermano a Trieste per la regata in media due giorni e mezzo e dichiarano una spesa media di 318 euro; gli escursionisti, che provengono anch’essi da fuori provincia e si fermano in città il sabato ma soprattutto la domenica per una media di nove ore, spendendo a Trieste in media 92 euro, e i cittadini della provincia di Trieste che seguono e vivono l’evento. Su un totale presenze calcolato, secondo una stima prudenziale (basata sull’analisi delle fotografie aeree, delle celle telefoniche e del trasporto pubblico locale) in 300 mila persone (uno scenario intermedio rispetto ad alcune proiezioni, che calcolavano una presenza superiore alle 350 mila persone) e 234 mila arrivi (singoli individui), i locali che seguono la regata sono 132 mila, le persone provenienti da fuori provincia (sia pubblico sia regatanti) sono 102 mila e generano circa 40 milioni di spese, concentrati sostanzialmente in quattro giorni: tali entrate - relative solo alla spesa del pubblico - generano per la città, a loro volta, un impatto economico complessivo di 66 milioni di euro.

Il ritorno sulla tassazione

L’altro dato che emerge dallo studio riguarda l’impatto fiscale della Barcolana, impatto che si esercita a vantaggio della regione Friuli Venezia Giulia: gli enti pubblici locali investono in totale 340 mila euro in contributi alla regata, ricavando una tassazione diretta e indiretta di oltre 6,2 milioni di euro l’anno, pari al gettito fiscale che grazie alla Barcolana rimane nelle casse regionali, essendo il FVG una regione a statuto speciale, in cui quote consistenti di accise e imposte (ad esempio il 59% dell’Iva) rimangono sul territorio. “Si può dire - ha sintetizzato Guerzoni - che per gli enti pubblici di questa Regione la Barcolana sia un ottimo affare: investendo, nel 2018, 340mila euro hanno ottenuto un ritorno economico diretto di oltre 6 milioni di euro, con un ROI di 18,14. Se la Barcolana non ci fosse, gli enti pubblici avrebbero 6 milioni di euro in meno da destinare ai propri bilanci ogni anno, e il PIL di Trieste avrebbe oltre 71,5 milioni in meno l’anno, perdendo una fonte di ricchezza importante per la città”.

. “Sapere che una piccola società velica nata cinquant’anni fa dal cuore e dalla passione di velisti genera oggi così tanta ricchezza per la città è un grande onore e una grande responsabilità. Una volta in più un ringraziamento va a tutte le persone che lavorano con la Barcolana e per la Barcolana: oggi però occorre andare oltre e fare un appello alla città e alle categorie economiche perché la Barcolana deve essere rafforzata e consolidata con l’impegno di tutti, dalle istituzioni agli operatori che beneficiano direttamente di questo grande evento. Per questo convocheremo nelle prossime settimane un tavolo con le associazioni di categoria e con gli operatori per trovare un nuovo modello di supporto dell’evento che garantisca un impatto economico per la città analogo a quello della cinquantesima edizione”, ha concluso il presidente della SVBG Mitja Gialuz.

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