Migranti, Porzio: «Fenomeni di microdelinquenza, non servono i militari in città»

Lunga intervista della prefetto a Telequattro su molti aspetti legato all'accoglienza dei migranti in città

la prefetto nell'incontro del 3 novembre ad Aquilinia

«I migranti a Trieste sono circa 800, poi ne abbiamo altri Fernetti tra Casa Malala e l’albergo Transilvania (che andremo a chiudere presto); a questi si aggiungono quelli del progetto Sprar, ossia 120 persone in assistenza, numero che verrà ridotto nel 2017».

COMUNE - Il prefetto Annapaola Porzio dipinge il quadro dell'accoglienza a Trieste durante una lunga intervista a Telequattro in cui affronta in generale il tema migranti e sicurezza in città: «Un conto è quello che viene detto sui giornali, ma la comunicazione con il Comune è continua nell’interesse dei cittadini», ha risposto in merito alle dichiarazioni del vicesindaco Pierpaolo Roberti che l'accusava di non rispondere alle richieste dell'Amministrazione. 

DEBITO - In merito al credito di 8,5 milioni che il Comune ha maturato per aver anticipato i soldi agli enti di gestori dei richiedenti asilo in città, la prefetto spiega che «il Comune aveva scelto gli interlocutori a cui corrispondeva del denaro in attesa dei nostri controlli documentali, noi abbiamo pagato fino a ottobre 2015, stiamo aspettando comunicazione per pagare fino a dicembre. Deve arrivare la documentazione dal comune e i tempi sono “burocratici”, ma l’intenzione ovviamente è quella di pagare. Per quanto riguarda l’eventuale ritardo nel pagamento delle Onlus ora che sarà direttamente la prefettura a occupare ribadisco che noi dobbiamo controllare i documenti nell’interesse del cittadino contribuente ovviamente e anche perchè poi noi rispondiamo come funzionari dello stato alla Corte dei conti».

BANDO - «I fondi vengono distribuiti una volta all’anno e questo ci permette di fare un vera e propria gara d’appalto, con regole tra l’altro ridefinite recentemente - risponde Porzio alla domanda relativa alla presenza di nomi legati a Mafia Capitale tra i concorrenti al bando -: si fa un capitolato e chi partecipa deve assicurare tutti i servizi e avere le carte in regola; prima c’era un protocollo con il Comune che si faceva da tramite e questa decisione mia precede ogni decisione di giunta, perchè è più corretta e giusta». 

MICRODELINQUENZA - «Io so cosa voglio da chi deve offrirmi un servizio, ossia rettitudine, serietà e devo avere un’accoglienza perfetta perchè lo devo ai cittadini - aggiunge -: si sono verificati degli episodi di microdelinquenza, e ripeto episodi, che purtroppo riaccadranno, ma se consideriamo il numero delle persone accolte è questi episodi sono estremamente minimi, ma lo sono perché questo tipo di accoglienza da attenzione dedicata a ognuna di queste persone, con anche l’insegnamento anche di quelle che sono le nostre leggi, morale, abitudini, costituzione. Questo grazie al grandissimo impegno degli operatori, ma anche di quelli della prefettura, me compresa, che giornalmente andiamo a controllare le strutture e le trovo davvero di grande civiltà e per esempio ho trovato uomini (come sapete in prevalenza) che puliscono a terra, bagni, preparano la colazione».

FAMIGLIE - «La questione delle famiglie è un tema importante e delicato, è chiaro che la donna incute meno timore ed è giusto che vengano prima i cittadini e capisco che una quantità così alta di uomini intimorisca - spiega la commissario di Governo -, ma non va demonizzato il fenomeno e stiamo lavorando per portare più famiglie».

NUMERI - «950 è un numero alto per Trieste, lo dice l’intento anche del ministro dell’Interno. Il numero deve diminuire e sono d’accordo con sindaco e vicesindaco e ci stiamo adoperando: stiamo riuscendo a fare dei piccoli spostamenti, portandoli in altre regioni, ma stiamo lavorando anche sugli arrivi: è assodato che l'Fvg è una regione di “sbarco”, ma grazie a un’attività della Polizia di Frontiera questa si è praticamente chiusa tra Austria e italia, mente si persevera per quella con dalla Slovenia e dovremo stringere rapporti con le autorità slovene che incontrerò a Lubiana». 

NESSUN ARRIVO - «Nessun arrivo da Milano a Trieste, è falso - chiarisce Annapaola Porzio -. L’ultimo spostamento dagli sbarchi siciliani è stato di giugno-luglio; la nostra regione è stata qualificata come di “sbarco” e quindi né adesso né in futuro sono previsti spostamenti qui e non riceviamo nessuno da altre regioni. 

CONTAINER - «Quanto alla fenomenologia dell’arrivo nei container (11 due giorni fa, ndr) provenienti dalla Turchia (siamo al terzo episodio negli ultimi mesi), abbiamo innalzato l’attenzione e grazie a uno scanner abbiamo scoperto la presenza di queste persone. Non si può ancora considerare patologico, forse un primo tentativo di trovare un nuovo modo di arrivo, è molto contrastato anche grazie alle elevate sanzioni per le compagnie di trasporto.

AQUILINIA - «Non mi sono pentita dell'incontro che ho voluto con i cittadini di Aquilinia, ma mi sono dispiaciuta per non aver avuto l’opportunità di un confronto - ha spiegato Porzio -. Avevamo necessità di dare un tetto a queste persone (obbligo per legge) e grazie al vescovo abbiamo avuto l’opportunità di farli dormire nella "Casa Primavera" (per poi spostarli con anticipo sui 20 giorni previsti, ndr)». 

ESERCITO - «Per quanto mi consta, dai dati in mio possesso, non c’è necessità dei militari in strada; non ho dati che lasciano presagire la necessità dell’Esercito in città che è per me sempre una debacle perchè vuol dire che non si riesce a fare il proprio dovere - commenta la prefetto la mozione Babude-Camber-Polacco (FI) passata in Consiglio comunale che chiede più militari del progetto "Strade sicure" -. Comunque in accordo con il Comune ho chiesto al governo un’aliquota di militari però per i servizi di retrovalico, perchè lì servono».

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