"La magia del cantiere", la mostra sul passatempo preferito dagli anziani

Il 34enne triestino Fabio Bubola ha fotografato le persone che osservavano il cantiere del nuovo Despar di via Flavia e ne ha fatto una mostra, all'interno della tradizionale rassegna "Le vie delle foto". Le istantanee si possono ammirare la caffè Mozart di via Carducci

“Città de veci che varda i cantieri”. Potrebbe essere questo il divertente titolo della mostra fotografica realizzata dal 34enne triestino Fabio Bubola e che verrà inaugurata lunedì 1 aprile al caffè bar Mozart di via Carducci a Trieste. “L’idea è venuta trovando ogni giorno diverse persone che sbirciavano nel cantiere di via Flavia del nuovo Despar” racconta Bubola, che nella vita è dipendente di Trenitalia.

Fabio Bubola - cantieri-2

Il cantiere "incriminato"

“Tutte le foto della mostra sono solo di quel cantiere. Pensate che uno dei più assidui frequentatori l'ho trovato varie volte anche alle 5.40 del mattino, quando uscivo per andare al lavoro”. Ci sono soprattutto anziani triestini nelle 20 istantanee che ufficialmente si potranno ammirare da lunedì pomeriggio e che fanno parte della tradizionale rassegna "Le vie delle foto". Fabio non è un fotografo professionista ma la passione per gli scatti è nata gradualmente.

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"Attimi rubati"

“Le foto sono state fatte tutte con uno smartphone. Sono attimi rubati, ma la fotografia è una passione che mi è nata iniziando a viaggiare. Cerco sempre scorci particolari o prospettive diverse”. I soggetti in fotografia si sa, assieme alla luce rappresentano l’elemento fondamentale, la storia da narrare attraverso il “congelamento” dell’esistenza. “La scelta dei cantieri è stata casuale – continua Bubola - ma rappresenta benissimo una delle classiche leggende metropolitane alle quali si tende a non credere e, invece, è verissimo”. Il 34enne triestino, dopo questa ironica indagine fotografica ha altri progetti. “Mi è venuta in mente l’idea di fotografare le persone che passano per strada guardando lo smartphone, senza neanche vedere dove vanno, magari sarà il tema del prossimo anno”. 

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