Calenda saluta il Rossetti: applausi, elogi, commozione e qualche sassolino (FOTO)

20.02 - Dopo 19 anni il Direttore saluta lo Stabile: lunedì 15 settembre potrebbe uscire il nome del suo successore

Se ne va quello che potremmo definire il padre del Politeama Rossetti così come lo conosciamo oggi. Inevitabile che la conferenza di presentazione della prossima stagione dello Stabile del Friuli Venezia Giulia di ieri sia diventata anche la conferenza dei saluti tra il Direttore Antonio Calenda a quella che è stata la sua casa, ma anche la sua famiglia, negli ultimi 19 anni.

Come noto da ottobre il Rossetti sarà diretto da un nuovo dirigente, il cui nome potrebbe saltare fuori già nel prossimo direttivo del 15 settembre. Ma oggi si è voluto tributare un grande plauso a quello che ha portato Trieste a essere uno dei più importanti palcoscenici europei, ma anche del mondo.

A cominciare è stato il presidente Milos Budin: «Il primo ringraziamento va ovviamente al pubblico della scorsa stagione che ci ha regalato grandi soddisfazioni, facendo registrare l'eccezionale dato di 170 mila presenze. Il secondo grazie va allo staff del teatro, perchè è grazie a loro che l'attività scorre con questo successo. Infine, il ringraziamento più importante, ad Antonio Calenda (applauso spontaneo e convinto del pubblico, ndr), ma non perchè lascia questo treatro dopo quasi 20 anni di attività, ma perchè lascia una situazione di altissimo prestigio». Budin ha poi fatto le congratulazioni ad Ariella Reggio per la recente Maschera d'Oro, a Matteo Oleotto, regista di Zoran, il mio nipote scemo, per il recente incarico da Direttore della Contrada. Infine il Presidente ha chiarito, per quando sia possibile avere certezze in questo momento, la questione legata al nuovo Decreto che crea delle nuove categorie di teatri nazionali e altri sottogruppi: «Sono convinto che i contributi per il Rossetti saranno i medesimi degli anni scorsi. La nuova legge crea categorie solo in base a parametri numerici, ma il nostro è un ruolo internazionale perchè il nostro bacino è centroeuropeo e spero che ci sia un riconoscimento da parte dello Stato».

Il primo "ospite" a parlare è stato il Sindaco Cosolini, che poi ha dovuto lasciare la sala per altri impigeni istuzionali già calendarizzati: «Il mio ringraziamento va anche agli sponsor, che insieme alle istituzioni aiutano a dare vita a stagioni straordinarie. Poi vorrei ringraziare Milos Budin per come ha affrontato l'incarico che gli ho chiesto di ricoprire quando Francesco Peroni ha dovuto lasciare. Fare il presidente di enti così importanti vuol dire che avere molti problemi ma non sapere mai quali sono gli strumenti certi. Da parte nostra, del Comune, rinnovo l'impegno a fare squadra, noi abbiamo il coraggio di investire sulla cultura, come dimostrano le aperture di nuovi musei e un'estate culturale tra le prime d'Italia. Infine, vorrei ringraziare a nome mio e a nome della città, per quello che ha fatto per il Rossetti e per quello che farà, perché sono sicuro che aiuterà ancora il teatro e la cultura triestina, il Direttore Antonio Calenda».

Parole dolci, da amica, sono giunte poi dalla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, che si è associata a Cosolini ringraziando Budin «che si è assunto un impegno così importante in un periodo difficile per la cultura e poi, soprattutto ora, per il teatro. Ringrazione, anche in maniera commossa il direttore Calenda: ero appena stata chiamata come assessore alla Cultura da Illy quando arrivò alla nostra attenzione il nome di Antonio Calenda. Oggi ci lascia un'eredità certamente impegnativa, ha saputo aprire le porte ai grandi eventi internazionali, un teatro classico che incontra il teatro moderno».

Francesco Peroni, intervenuto come rappresentante della Regione, non ha dimenticato il breve ma intenso periodo in cui è stato presidente dello Stabile: «Anche io mi lego ai ringraziamenti ad Antonio Calenda: ha fatto del teatro un luogo di formazione, produzione di cultura di altissima qualità, non a caso ha creato una convenzione con l'Università di Trieste e ha creato un laboratorio teatrale. Calenda ci ha dato 20 anni di sviluppo e crescita, spero che il suo successore sia consapevole di questa eredità, che salvaguardi il teatro senza confini creato da Calenda... Da un assessore alle finanze come me ci si aspetterebbe una nota di speranza sul profilo finanziario: desidero, anche a nome della presidente Serracchiani e della Giunta, chiarire e sottolineare che noi alla Cultura ci teniamo. Ci attende un periodo di confronto a Roma, per salvaguardare il Politeama Rossetti, come il sistema teatrale regionale. Scontiamo, come spesso accade, la lontananza dalle instituzioni centrali, ma non per questo ci rassegnamo, anzi».

È stato poi il turno di Claudio Magris di «esprimente la gratitudine in primis come cittadino ad Antonio Calenda, poi anche dal punto di vista lavorativo, avendo realizzato insieme molti progetti, in particolare Lei dunque capirà e La mostra», poi del professore Renzo Crivelli che ha sottolineato «il rapporto culturale instaurato con l'Università: ha permesso agli studenti, ma anche ai professori, di capire profondamente il processo di creazione culturale».

Dopo circa un'ora di ringraziamenti ed elogi, è arrivato il turno del protagonista. «Parole che mi rendono orgoglioso - ha esordito Calenda, che ha alternato suoi pensieri alla presentazione del cartellone -. Mi hanno commosso, perchp sono parole sincere, non dovute a chi va via dopo tanti anni». Ogni tanto, il Direttore ha voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe, rispondendo a coloro i quali lo avevano attaccato sui media: «La mia responsabilità è sempre stata quella di trovare 5 milioni di euro dei circa 8 del bilancio del teatro. Il mio compenso è uguale a quello di coloro che mi hanno preceduto, solo aggiornato in base all'Istat, ma io non ho mai tolto soldi allo Stabile, anzi, ogni anno andavo a cercare i fondi che coprisseso il mio compenso: ho dedicato 20 anni della mia vita a questo teatro, anche a scapito della mia famiglia».

Il cartellone di prosa e quello degli altripercorsi sono il pretesto perfetto per sottolineare un altro aspetto sul quale il Direttore era stato criticato in passato: «Siamo il teatro italiano che mette in scena più opere italiane. Abbiamo lanciato dei grandi come Alessandro Preziosi e Kim Rossi Stuart. È ridicolo accusarci di non fare prosa - commenta duro Calenda -. Il Rossetti è un politeama, non solo un teatro. Perfino Peter Brook, il più grande regista sulla terra, ha organizzato un evento nel suo teatro incentrato sull'importanza del musical».

Il Direttore, tra tutti gli spettacoli, si è concentrato sulla sua ultima creazione, Finis Terrae, che mette in scena il tema dell'immigrazione. In sala, per la presentazione della stagione c'era uno dei protagonisti, Ismalia Mbaye, uno dei percussionisti di colore dello spettacolo. Anche lui ha voluto ringraziare Antonio Calenda: «Un grande uomo, perchè ha il coraggio di presentare uno spettacolo come questo in Italia, per la prima volta siamo attori di una tragedia che accade ogni giorno. Gli africani ti ringraziano per questo maestro». L'attore è poi riuscito a coinvolgere e divertire il pubblico, non solo cone i suoi aneddoti di vita e durante le prove di Finis Terrae, ma anche con una canzoncina "scaccia sprettri" e portafortuna.

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La conferenza si è conclusa con il saluto di Antonio Calenda al pubblico di Trieste: «Il Rossetti adesso è un gioiello, per la città, per la regione, per l'Italia. Custoditelo e amatelo».

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