Ciclopedonale "Cottur": operai potano gli alberi e gettano i rifiuti nel torrente

9.35 - La Provincia, committente dei lavori, ha messo in mora la ditta. Il caso è stato anche oggetto di un'interrogazione di Claudio Grizon (Pdl)

Tagliano gli alberi e gli arbusti per pulire la ciclopedonale "Cottur" e gettano gli scarti e i rifiuti nel torrente Patok. Questa in sintesi la descrizione della foto che un utente aveva pubblicato sulla pagina Scovazioni de Trieste circa un mese fa. Noi avevamo subito interpellato la Provincia, mittente dei larovi vista la competenza sulla ciclabile: infatti non solo la ditta con molta probabilità stava smaltendo il cippato in maniera errata, ma stava anche alterando la fluidità del torrente con il rischio di "intasarlo".

Dopo un paio di solleciti, nei giorni scorsi è giunta la risposta alle nostre domande in merito all'operato della ditta in questione dall'assessore alla viabilità, infrastrutture e trasporti Vittorio Zollia: «Gli Uffici a fronte della segnalazione hanno provveduto alla necessaria messa in mora della Ditta e continueranno a monitorare con attenzione il prosieguo delle attività».

La foto è stata anche oggetto dell'interrogazione del consigliere Pdl Claudio Grizon alla presidente Bassa Poropat, ricevendo una relazione dagli uffici competenti: «Il Capitolato Speciale d'Appalto del servizio di manutenzione del verde e dei cigli stradali, come consuetudine diffusa nella manutenzione della viabilità extraurbana, prevede che i residui del taglio meccanico di erba e vegetazione spontanea di banchine, cigli e scarpate qualora "cippati", ossia ridotti in spezzoni della lunghezza massima di 5 cm, possano essere distribuiti sulla superficie lavorata, e ciò in modo uniforme e senza recare pregiudizio al funzionamento degli eventuali sistemi di raccolta e smaltimento acque meteoriche. Nel caso testimoniato dalla ripresa fotografica, gli operatori stavano effettivamente procedendo allo spargimento di una parte del "cippato" derivato da una operazione di pulizia della scarpata di via Ponziana. Si precisa che trattavasi di una parte del "cippato" in quanto il resto, la gran parte, era stata richiesta dal proprietario di un fondo nelle vicinanze per la stesa dello stesso sul terreno di proprietà. La Ditta ha operato autonomamente. Non v'è stata alcuna disposizione perchè operasse in tal modo. La Ditta sicuramente non ha operato secondo le previsioni contrattuali in quanto non ha distribuito il "cippato" sulla superficie lavorata. Il comportamento è stato opportunamente contestato alla Ditta. La responsabilità è sicuramente dell'esecutore delle lavorazioni. Comunque, nel caso specifico, trattandosi di "cippato" con le caratteristiche sopra descritte esso non può aver provocato ostacoli al fluire del torrente nè aver provocato danni all'ambiente. Come detto la Ditta è stata richiamata evidenziando che il ripetersi di situazioni simili può costituire motivo di risoluzione del contratto. Data la quantità e la natura del materiale non è possibile procedere al recupero. Il controllo è affidato a due dipendenti della U.O. Viabilità dell'Area Servizi Tecnici. Ad oggi non si sono mai verificati situazioni simili e la Ditta ha sempre ottemperato alle disposizioni degli addetti al controllo ed alle clausole contrattuali».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tuiach porta in tribunale Parisi ma perde la causa

  • Sara Gama corregge giornalista di Sky: "Trieste è in Venezia Giulia"

  • Brutto incidente in superstrada, due persone a Cattinara

  • Brutto incidente in via Costalunga, un ferito

  • Uccise Nadia Orlando: si suicida dopo la condanna a 30 anni

  • La bimba simbolo dell'esodo rifiuta la cittadinanza del comune di Bassano

Torna su
TriestePrima è in caricamento