Commissariato di Opicina, la denuncia del SAP: «Personale dimezzato in dieci anni!»

Lo rileva in una nota il SAP - Sindacato Autonomo di Polizia: «Ormai da due anni non esce più la "volante", la pattuglia preposta al controllo del territorio, che una volta era presente tutte le 24 ore della giornata 7 giorni su 7»

«Mentre a Roma si prospetta la chiusura di circa 23 Questure e Prefetture (Pordenone verrà accorpata ad Udine nel F.V.G.) e una timida rivisitazione delle Direzioni Centrali dove le funzioni dell'attuale Ufficio Centrale Interforze per la sicurezza personale dovrebbe confluire nell'Ufficio per il coordinamento e la pianificazione delle forze di polizia, a Trieste, dopo il depotenziamento di Rozzol Melara degli anni scorsi, assistiamo ora alla lenta e lunga agonia del Commissariato di Opicina, dovuta alla mancanza di personale: rispetto a 10 anni fa è di fatto più che dimezzato

Lo rileva in una nota il SAP - Sindacato Autonomo di Polizia.

«Ormai da due anni - continua la nota -  non esce più la “volante”, la pattuglia preposta al controllo del territorio, che una volta era presente tutte le 24 ore della giornata 7 giorni su 7. È l’effetto del mancato turn-over, quello che il SAP denuncia da tempo, quei 18.000 uomini in meno sul territorio nazionale che ovviamente colpisce anche Trieste, in un momento in cui la sicurezza richiede più attenzione e presenza. È il frutto della politica miope che pecca di programmazione, per una “sicurezza” che non può conoscere tagli e che non si deve improvvisare nelle emergenze, ma si deve costruire e mantenere nel tempo».

«Oggi - spiega il SAP -  i servizi di prevenzione e di ordine pubblico sono aumentati in maniera esponenziale a causa della crisi economica che determina possibili tensioni sociali e favorisce la commissione di reati. Ci sono poi i problemi legati ai migranti e, non di secondo piano, quelli legati al terrorismo. In questo contesto si aggiunge la problematica relativa all’età media degli operatori di Polizia che ormai si aggira intorno ai 50 anni. In questo panorama generale, il territorio residenziale come Opicina a ridosso della zona confinaria con la Slovenia subisce senz’altro i segni evidenti dei tagli e di queste scelte scellerate».

«Potremmo assistere - conclude - nel prossimo futuro ad “operazioni di restyling”, ben mascherate e belle da presentare magari all’opinione pubblica, come successo per il Commissariato di Rozzol-Melara, ma la realtà dei fatti è che se non si procede a nuove e corpose assunzioni, non si farà altro che spostare il problema da una parte all’altra, senza risolverlo veramente».

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