Inaugurazione Anno Accademinco Università di Trieste, Piero (Cds): «Università come aziende»

Il presidente del Consiglio degli Studenti dell'università di Trieste, Novel Piero, nel discorso all'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Università di Trieste

Piero Novel, presidente del Consiglio degli Studenti dell'università di Trieste, nel discorso all'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Università di Trieste: «Abbiamo smesso da tempo di essere studenti, cittadini in formazione. Siamo utenti, clienti, che devono laurearsi nel più breve tempo possibile per entrare in un mercato del lavoro che, oggi, non offre nessuna prospettiva al di fuori della precarietà. Chi si ferma è perduto, così come buona parte di chi procede. Il ruolo sociale dell'Università è infatti cambiato. Ogni Università si comporta come un'azienda che prende diplomati in entrata e produce laureati in uscita, intascando un dividendo sull'intero processo. E, proprio come ogni azienda in un mercato concorrenziale, ogni singola università è interessata a incrementare la sua "quota" di diplomati a scapito degli altri atenei».

Aggiunge ancora Piero: «Questo cambiamento non è avvenuto per caso, non è avvenuto in una sola notte. E’ figlio della logica del sistema di finanziamento degli atenei, che impone la legge della giungla: ogni ateneo lotta per la conquista di un "posto al Sole" per cercare di sopravvivere alla scarsità di fondi. Lo Stato, la politica e l'imprenditoria promuovono una giungla di interessi contrapposti, rendendo così l'intero sistema incapace di fare massa critica, condannandoci all'estinzione o all'irrilevanza. Questa non è la nostra idea di Università e non intendiamo adattarci passivamente al modello che ci viene proposto, limitandoci ad aspettare che qualcosa in alto cambi.

Oggi, le potenzialità del nostro ateneo sono limitate soprattutto da problemi logistico-organizzativi - che sommergono quelli dell'offerta formativa - ma sembra che la governance di questo ateneo non se ne renda conto o non voglia prenderne atto, nascondendosi dietro al ranking e alle classifiche. È inutile provare a convincere i diplomati ad immatricolarsi con sagaci politiche di marketing se non vengono garantiti i servizi essenziali. Ci si aspetterebbe, data l’enormità dei problemi a cui ci troviamo di fronte, che la nostra comunità accademica fosse unita e combattiva. Risulta, invece, divisa, con un profondo scollamento tra gli organi di governance centrali e quelli periferici. Nei dipartimenti, creature nate dalla Legge Gelmini, per la maggior parte del tempo si discute solo di soldi e, per la restante parte del tempo, ci si lamenta delle decisioni prese dagli organi centrali o negli altri dipartimenti. Tuttavia, il dibattito rimane stantio e i problemi riemergono invariati l'anno successivo. Neanche dalla politica locale arrivano risposte incoraggianti. La nuova giunta comunale, insediatasi ormai da più di cento giorni, appare disattenta nei confronti dell'Università e non interessata a proporre delle politiche rivolte agli studenti che la popolano e che vivono in questa città. Al contrario, l'attuale giunta si è fatta notare soltanto per aver prodotto delle ordinanze liberticide che tentano di occultare i problemi cittadini ma non nascondono il vuoto politico che le ha generate», conclude Piero Novel.

Molti studenti si sono dissociati, in particolare sia il Gruppo misto che il Gruppo di lista Autonomamente del consiglio degli studenti.

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