Donazione midollo osseo: la tuffatrice Noemi Batki si iscrive al registro donatori

Una testimonial d'eccezione per AsuiTs e Admo all'ospedale Maggiore di Trieste. Un gesto grande perché la compatibilità in caso di trapianto è di 1 su 100mila. La tuffatrice: "lo sport non è solo medaglie, ma soprattutto ciò che diventiamo grazie ad esse"

La tuffatrice Noemi Batki, pronta per le olimpiadi di Tokyo 2020, arriva all'ospedale Maggiore di Trieste per dare un contributo e un esempio di grande importanza. Sarà infatti testimonial d'eccezione per AsuiTs e Admo (Associazione Donatori di Midollo Osseo) per l'opera di sensibilizzazione a favore del dono del midollo osseo, iniziando dalla sua iscrizione al registro dei donatori.

Uno su 100mila

Il gesto vuole essere d'ispirazione per tutti i giovani dai 18 ai 35 anni, età in cui è possibile effettuare questo tipo di donazione. Una pratica di grande importanza, considerando che la compatibilità in caso di trapianto è estremamente rara (1 su 100mila), e che in troppi ancora confondono il midollo osseo con il midollo spinale. Il sangue midollare viene infatti prelevato dalle ossa del bacino con una procedura relativamente breve e in anestesia locale, oppure con un prelievo di sangue periferico che deve essere preceduto da un trattamento farmacologico nei giorni precedenti (informazioni dettagliate in questo articolo).

La lezione di Noemi

La 31enne tuffatrice ungherese, naturalizzata italiana, prima di procedere al primo prelievo di sangue per testare la compatibilità, ha dichiarato di essere "dispiaciuta per essere venuta a conoscenza solo recentemente di questa possibilità", dicendo che "forse gli sportivi tendono ad essere un po'chiusi nel loro mondo, ma per fortuna è stato un collega tuffatore, Gabrio Mauri, a farmi conoscere questa realtà. È importante sensibilizzare le persone viste le pochissime probabilità, per i bisognosi, di trovare un donatore compatibile". Noemi ha poi dichiarato che "iniziative come Admo sono cose che danno valore alla vita" e che "lo sport non è solo medaglie, ma ciò che diventiamo grazie ad esse". 

“Match it now”: iniziativa ADMO per sensibilizzare la donazione del midollo 

Le necessità

Nell'incontro, AsuiTs ha ricordato la necessità di avere sempre nuovi iscritti al Registro Italiano Donatori, che vadano a sostituire quelli che invecchiano con il passare del tempo: è stato dimostrato che più giovane è il donatore, migliori sono le possibilità di riuscita del trapianto.

Aumentano, inoltre, le famiglie con un unico figlio, quindi sempre meno pazienti potranno avvalersi di un donatore in ambito familiare ed avranno bisogno di un donatore compatibile identificato attraverso il registro. In una società sempre più multietnica come la nostra, con bambini adottati e matrimoni misti, è inoltre importante sensibilizzare e reclutare donatori di etnie diverse da quella caucasica, in quanto le altre etnie sono poco presenti nei registri e quindi i pazienti non caucasici fanno fatica a trovare un donatore completamente compatibile. 

L'importanza di salvare una vita

Sicuramente uno sportivo rappresenta il donatore ideale in virtù della giovane età e di uno stile di vita sano, anche se il presidente di Admo Fvg, Giorgio Maranzana, spiega che il volontariato in questo ambito non si limita al solo dono: "Chi ha più di 35 anni può comunque collaborare per diffondere le informazioni, ancora troppo poco conosciute". L'approccio di Admo, come precisa Maranzana: "Non vuole essere 'a gamba tesa', è una scelta che non vogliamo imporre, ma intendiamo far capire l'importanza del dono per salvare una vita, non far sentire in obbligo le persone. Non accade quasi mai, ma molti anni fa un donatore si è tirato indietro una settimana prima del prelievo, dopo che il paziente era già stato avvertito della compatibilità. La figlia del potenziale destinatario ha poi scritto una lettera al donatore "pentito", per supplicarlo di tornare sui suoi passi: parole che non dimenticherò mai".

Donazione di midollo osseo, Noemi Batki testimonial d’eccezione

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