Fedriga torna sul "muro" con la Slovenia, domani al via le pattuglie miste

Il governatore del Friuli Venezia Giulia ha ribadito l'idea di Matteo Salvini di non escludere barriere fisiche al confine che va dal monte Forno a Lazzaretto e che misura 232 chilometri (e non 243). Al momento la "porta d'entrata" e i maggiori rintracci di migranti avvengono però nel Carso sud-orientale

Massimiliano Fedriga torna sull'ipotesi del confine blindato con la Slovenia e "incassa" l'approvazione del Viminale. E' quanto emerge oggi dall'intervista che il governatore del Friuli Venezia Giulia ha rilasciato a Il Fatto Quotidiano e pubblicata oggi dal giornale di Travaglio e soci. Il muro - o altro, come ha dichiarato lo stesso Fedriga - "è un'ipotesi che si sta valutando col Viminale". 

Le parole al FQ

"Certo che se l'Europa non tutela i suoi confini noi saremo costretti a fermare l’ondata migratoria che avanza attraverso altri Paesi dell’Ue con tutti i mezzi - ha dichiarato al FQ". Sul numero di chilometri che potrebbero essere l'oggetto di una nuova "Cortina di ferro", tuttavia ci sono delle imprecisioni. La frontiera tra Italia e Slovenia è infatti lunga 232 chilometri e non 243, come invece riportato dai più e, in ogni caso, l'erezione di una barriera di filo spinato - su modello Slovenia-Croazia, o ancora, come l'Ungheria di Orban che proprio venerdì 5 luglio è attesa a Trieste per la firma di un importante accordo sul porto di Trieste, al quale potrebbe partecipare anche il vicepremier Matteo Salvini - è un'operazione non di così facile realizzazione. 

Il dibattito si è acceso

Dopo la spinosa vicenda della Sea Watch 3 degli ultimi giorni e il conseguente arresto della comandante Carola Rakete, con la faglia europea che divide sempre di più i sovranisti dalle altre forze politiche, il dibattito sulla rotta balcanica è tornato prepotentemente alla ribalta in un quadro di responsabilità politiche che i diversi schieramenti tentano di attribuirsi nella gestione del fenomeno - anche perché gli arrivi non si sono arrestati, quantomeno a Trieste, dimostrando che la criticità esiste, e che una soluzione immediata evidentemente non è intravedibile. Insomma, la partita sulla rotta balcanica è rappresentazione dello scontro a livello continentale tra i diversi partiti, con la Lega che forte del bagno di voti alle Europee, "spinge" per portare la massima attenzione sul problema. 

La "porta" del Nevoso

Tornando al "muro", Matteo Salvini e Massimiliano Fedriga hanno manifestato l'intenzione di non escludere "barriere fisiche" lungo la frontiera. Il confine tra l'Italia e la Slovenia tuttavia corre in larghissimi tratti su una linea che al momento è interessata in maniera marginale dalla migrazione, o quantomeno non si hanno evidenze di grandi rintracci nel limes che dal monte Forno (nelle alpi Giulie italiane) scende in direzione delle pianure orientali del Friuli. Questo perché i flussi dei migranti si mettono in moto nell'area che separa i campi profughi bosniaci dalla nazione croata e che si sviluppano in direzione del confine sloveno, come testimoniano i cartelli apparsi nei villaggi attorno al monte Nevoso (Sneznik in sloveno) dove alcuni abitanti avrebbero affisso l'allarme "attenzione mine" anche in lingua araba per non far avvicinare le persone alle loro abitazioni.  

Questo per chiarire che i centinaia di chilometri di frontiera sono interessati dalla migrazione su livelli diversi. Quante sono ad esempio negli ultimi 12 mesi le notizie di rintracci all'ex valico di Uccea che separa la valle dell'Isonzo in terra slovena dalla val Resia? Quanti sono i migranti fermati a Pulfero o a Lusevera nell'ultimo mese? Chi passa per Ratece e giù verso Fusine? Se la costruzione di una barriera fisica dovesse coinvolgere i 232 chilometri di frontiera, allora sì che questi dati assumerebbero un'importanza specifica. E' certo invece che i "passaggi" a bordo di autovetture guidate da passeur siano stati individuati e fermati anche nel Tarvisiano, ma resta il fatto che la traccia maggiormente seguita è quella in direzione del capoluogo regionale. 

I rintracci provengono quasi sempre da sud-est

Una delle porte d'entrata della migrazione verso l'Italia sarebbe quindi quella del Nevoso, in un certamente più semplice percorso rispetto alla rotta del nord-ovest, come presupporrebbe invece l'erezione di un muro lungo tutta la linea confinaria. I rintracci a Trieste avvengono, nella maggior parte dei casi, nella zona a ridosso della val Rosandra, lungo tutta la basovizzana o in zona Mattonaia, per non parlare ad esempio di via Damiano Chiesa nel rione di San Giovanni. Questo a dimostrare come le persone che giungono a Trieste a piedi - altro discorso invece per i rintracci dei passeur - lo fanno attraverso la porta del Carso sud orientale. 

Capitolo passeur: altra storia, stessa storia

Altra storia - naturalmente parte della stessa - invece per i passeur. Le macchine che regolarmente vengono rintracciate sono costrette a viaggiare su strada e, idealmente, il loro controllo e rintraccio dovrebbe essere più agevole rispetto al monitoraggio di boschi e lande, in questo periodo decisamente fitte e di per sé "nascondiglio" naturale. Nel caso dei passeur, le autovetture fermate provengono da ogni parte della Slovenia e, probabilmente, anche in quella zona settentrionale della regione di cui sopra. Nelle ultime settimane sono stati numerosi i fermi di "schiavisti" della strada, in tutto il territorio della provincia di Trieste, ma anche a ridosso del confine goriziano.  

Domani al via le pattuglie miste

Infine, la partita si giocherà tutta in settimana, o al più tardi durante l'estate. Domani 1 luglio infatti inizieranno i pattugliamenti misti al confine, salutati con favore da tutta la Lega e anche da altre forze politiche. La questione è, inutile dirlo, destinata a riempire le cronache delle prossime settimane. Venerdì poi il probabile arrivo di Salvini a Trieste per l'investitura del progetto italo-magiaro. Da una parte ci saranno gli applausi e la soddisfazione, dall'altra si paventano contestazioni. Potremmo quindi chiudere scrivendo che l'argomento rimane in aggiornamento.

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