Regeni, a tre anni dalla morte aspettiamo ancora la verità

Tanto è passato dal giorno della sparizione del ricercatore friulano, trovato poi senza vita qualche giorno dopo. Nonostante la cortina di silenzio dell'Egitto e i continui depistaggi, adesso ci sono i nomi degli indagati. La fiaccolata a Fiumicello alle 18.30. Alla stessa ora in piazza Unità

foto ANSA

Sono passati tre anni dal sequestro e la successiva uccisione di Giulio Regeni, il giovane italiano che il 25 gennaio del 2016 scomparve nel nulla, per poi venire trovato senza vita il 3 febbraio successivo. Da quel maledetto giorno si è attesa la svolta sul caso, nonostante la cortina di silenzio che ha sempre aleggiato intorno a questo delitto e i continui depistaggi tentati dall'Egitto. Un primo passo verso la verità è stato fatto lo scorso 4 dicembre quando la Procura di Roma ha indagato cinque 007 egiziani.

Per merito delle indagini portate avanti dai carabinieri del Ros e dallo Sco, siamo riusciti ad arrivare ai nomi delle persone che tre anni fa hanno sequestrato il ricercatore italiano mentre si trovava in una stazione della metropolitana. Giulio si trovava in Egitto per fare una ricerca sui sindacati di base per conto dell'università di Cambridge, nelle ore successive è stato torturato e ucciso e il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio sulla strada che collega Il Cairo con Alessandria d'Egitto.

Giulio 'tradito' dalla sua fonte

Un dato certo è che il ricercatore friulano è stato tradito dalla sua 'fonte': Giulio infatti stava andando a incontrare Mohamed Abdallah, leader del sindacato degli ambulanti, che però denunciò Regeni come spia alle forze di sicurezza egiziane, facendo così scattare l'apparato di controllo. E' l'11 dicembre 2015 quando il dottorando italiano si accorge di essere pedinato e fotografato da uno sconosciuto durante un'assemblea sindacale. Meno di un mese dopo i servizi segreti utilizzano lo stesso Abdallah come 'esca' facendogli indossare un registratore durante gli incontri con Regeni. Negli ultimi giorni di vita, in particolare dal 22 gennaio, Giulio viene costantemente pedinato fino al 25, quando il ricercatore italiano sparisce nel nulla, fra le migliaia di persone che ogni giorno prendono la metro nella capitale egiziana.

Regeni, i nomi sul registro degli indagati

La magistratura italiana ha tentato finora di fare luce su questo omicidio anche giocando la carta del dialogo e della collaborazione con gli omologhi egiziani, ma dopo oltre dieci incontri dal Cairo sono arrivate solo parole formali e di cortesia. Nel frattempo però gli inquirenti italiani sono andati avanti e nel registro degli indagati sono finiti alti ufficiali dei servizi segreti civili e della polizia investigativa d'Egitto, accusati dal Procuratore capo Giuseppe Pignatone e dal sostituto Sergio Colaiocco di sequestro di persona. Si tratta del generale Sabir Tareq, dei colonnelli Usham Helmy e Ather Kamal, del maggiore Magdi Sharif e dell'agente Mhamoud Najem. Per la Procura, sicuramente, hanno operato per mettere sotto controllo Giulio.

Giulio Regeni, ucciso al Cairo

Regeni e la cortina di silenzio dell'Egitto

Dal Cairo però non sembra arrivare collaborazione, anzi. Proprio nei giorni scorsi la Procura di Roma ha aperto un altro fascicolo, contro ignoti, sulle pressioni ricevute al Cairo dal consulente egiziano della famiglia Regeni, il quale è stato convocato da appartenenti alla National Security per avere informazioni sul lavoro svolto dai legali italiani. Nonostante le difficoltà investigative e i depistaggi, la magistratura capitolina e gli investigatori stanno riuscendo a penetrare la cortina di silenzio, ora però sarebbe il caso che anche dal mondo della politica ci si batta per chiedere e pretendere la verità su un giovane italiano sequestrato e barbaramente ucciso in un Paese 'amico'.

Regeni, il ricordo in 100 città

Oggi, 25 gennaio 2019, intorno alle ore 19.41, le luci si accenderanno in oltre 100 città italiane per ricordare la sparizione di Giulio Regeni. Nella Capitale l’evento si svolgerà in piazza di Montecitorio, ma la manifestazione principale sarà quella che prenderà vita alle 18.30 a Fiumicello, paese di origine di Giulio. Il ritrovo è alle 18 in piazzale Falcone e Borsellino. Alla fine della marcia silenziosa seguirà l'evento, in sala Bison, "Pensieri e parole per Giulio".

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