In barca a vela da Trieste in Cina, l'incredibile viaggio di due amici

Il triestino Fabrizio Pizzioli e l'australiano-statunitense Matthew Hampton Wakelling partiranno domenica 3 marzo da Marina San Giusto per arrivare, secondo i calcoli, ad Hong Kong in tre mesi di navigazione. "L'idea è che questo viaggio sia una sfida e una ricerca di noi stessi". Il viaggio pubblicato su TriestePrima ogni settimana

Matthew Hampton Wakelling (sx) e Fabrizio Pizzioli (dx)

Fabrizio Pizzioli e Matthew Hampton Wakeling sfideranno i sette mari in un viaggio in barca a vela da Trieste ad Hong Kong. Non è una fake news, né tantomeno un’invenzione strampalata quella che i due amici, triestino il primo e australiano-statunitense il secondo, si apprestano a realizzare. “La partenza è fissata dal Marina San Giusto domenica 3 marzo e l’arrivo è previsto, se tutto va bene, all’incirca dopo tre mesi” racconta “Fabri”.

“Tra l’epica e la follia”

I due sono amici grazie alla conoscenza reciproca fatta a Shangai, dove Fabrizio ha lavorato e vissuto per sei anni. Matthew è residente proprio nella metropoli cinese e arriverà a Trieste intorno al 20 di questo mese, per organizzare gli ultimi preparativi di un viaggio a metà tra l’epica e la “follia”. “Lo facciamo perché vogliamo intraprendere un percorso di ricerca verso noi stessi e per chiarire i termini di una sfida nei confronti della socialità che viviamo sempre con più difficoltà”. Secondo Fabrizio infatti “i rapporti sociali sono diventati sempre più complicati e proprio per questo siamo arrivati al punto per cui il nostro percorso umano deve, necessariamente, essere messo alla prova: una barca, due persone a bordo, il mare. Niente di più”.

“Navighiamo la via della seta in barca a vela”

I due quarantenni hanno intitolato il viaggio “We sail the silk road” (navighiamo la via della seta in barca a vela ndr). “Non abbiamo un secondo fine – afferma Fabrizio, titolare dell'atelier di sartoria FabTailors – o uno scopo commerciale. Vogliamo raccogliere materiale, raccontare il viaggio attraverso un blog (che verrà tradotto in inglese e cinese ndr) e vedere fino a dove riusciremo a spingerci”. "Per l’occasione - ribadisce Fabrizio - “FabTailors diventerà FabSailors”.

Il sito internet dedicato all'avventura

L’idea e la scintilla  

“Un giorno mentre ci trovavamo a Rovigno siamo saliti a bordo di un piccolo gommone e abbiamo navigato per mezz’ora al largo. Abbiamo spento il motore e la pace che ci circondava era incredibile. Dopo quel colpo di fulmine abbiamo deciso di noleggiare una barca a vela a Pola e ci siamo spinti sulla costa orientale dell’Adriatico. Non abbiamo grande esperienza ma crediamo che la missione sociale sia soprattutto quella al di fuori delle dinamiche quotidiane, un elemento legato più all’epica che ai tecnicismi. Superando le difficoltà assieme possiamo farcela” questo il messaggio di Fabrizio e Matthew.

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Il percorso: 9000 miglia nautiche

Da Trieste tutta una tirata fino all’isola di Corfù, nell’arcipelago delle Ionie. Poi da lì imboccheranno la via per Patrasso e l’istmo di Corinto, così da veleggiare nel mare Egeo verso il canale di Suez. “Assieme a noi ci sarà uno skipper scozzese, un nostro amico che ci darà una mano per quanto riguarda le tecniche di navigazione, l’apprendimento dei trucchi del mestiere, quelli che quando saremo nell’oceano Indiano torneranno utili” spiega Fabrizio.

“Da port Said navigheremo nel mar Rosso fino a Gibuti, da dove poi prenderemo la via dell’India”. Dalla penisola indiana poi i navigatori punteranno verso la Tailandia, Singapore, passando lo stretto di Malacca e dirigendosi, per il tratto finale del viaggio, a nord-est verso Hong Kong. “Gli addetti ai lavori sono scettici – racconta Fabrizio – ma noi crediamo che molto spesso essi non si siano mai veramente confrontati con un’ambizione che rasenta, per così dire, la follia. I dati tecnici, le conoscenze sul campo, sono tutti elementi indispensabili, ma la base del personale ragionamento è che chi non concepisce un’esistenza fatta dall’assenza di soldi e di materialità, allora non può confrontarsi con il resto. Questo è un punto cruciale”.

L’imbarcazione e le precauzioni

La barca ha una lunghezza di 50 piedi e al momento è a Monfalcone in cantiere per gli ultimi lavori di sistemazione. “Ci confronteremo anche con un rischio legato alle nostre vite – afferma Fabrizio – ma è anche vero che la nostra esistenza ormai è sicura al cento per cento, non rischiamo praticamente niente nelle nostre vite”. 

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Del viaggio “We sail the silk road” verrà informata la Farnesina a breve. “Se non ci sarà vento rimarremo fermi. Le previsioni che abbiamo fatto ci dicono che serviranno circa quattro giorni per arrivare in Grecia, e circa due-tre settimane per giungere in Egitto. Da Suez e Mumbai in India dovremo farcela in circa poco più di un mese di navigazione e, in ultimo, altri 50 giorni circa per concludere il viaggio ad Hong Kong”. Le miglia nautiche che separano Trieste dall’ex colonia britannica sono pressappoco tra le 8500 e le 9000. “Questi sono i programmi se tutto dovesse filare liscio” dice Fabrizio che nel frattempo manterrà aperta l’attività che ha inaugurato qualche tempo fa a Trieste. “Porteremo con noi riso, olio, pasta, delle canne da pesca per lo strascico. Come strumenti tecnici abbiamo installato i più moderni sistemi di navigazione, carte nautiche, l’Automatic Identification System, mappe metereologiche e tutto il necessario per navigare in sicurezza”.

Ogni settimana su TriestePrima

Matthew e Fabrizio si alterneranno al timone ogni tre ore. “I turni diventano indispensabili per poter navigare e riposare, per mantenere la lucidità in ogni momento del viaggio”. Il sito internet dove sarà possibile seguire gli spostamenti dei due avventurieri è wesailthesilkroad.com. Grazie a Fabrizio (sperando che il segnale del satellitare funzioni sempre) noi di TriestePrima riprenderemo il blog e pubblicheremo il viaggio con puntate a cadenza settimanale. Buona fortuna ragazzi. 

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